Croce Rossa: arrivano i Segretari Generali

Dei nuovi Segretari Generali sappiamo finalmente i nominativi ma non quanto ci costano né come faremo a pagarli.

Adesso spuntano come funghi dopo un temporale estivo ma non sono commestibili. E’ arrivata la carica dei nuovi segretari generali, uno per ogni Comitato regionale, e dopo un’accurata selezione i vari Consigli Direttivi hanno provveduto a deliberarne l’individuazione e l’assunzione. Mi piace parlare del fenomeno dei segretari perché è parte integrante della sollecitazione che sto conducendo con un gruppo di amici ogni giorno più numeroso, affinché anche la nuova Croce Rossa Italiana possa diventare, prima possibile, democratica, inclusiva e trasparente.

Non è un ‘azione inutile, nonostante le resistenze che si incontrano solo sulle posizioni acquisite, nei piccoli e meschini centri di potere, ma è un’istanza di partecipazione vera che finalmente ha compenetrato l’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Vi parlavo dei segretari generali, del piccolo plotone di burocrati a tutto servizio, per additarlo quale esempio di trasparenza solo apparente e parziale. C’è infatti un coacervo di norme che partono dal decreto legislativo del 2001, passano per quello cd. Nicolais e arrivano ai giorni nostri con la normativa speciale anticorruzione, che equiparano le associazioni private agli Enti pubblici e le obbligano a d una serie di adempimenti. Tra questi c’è il dovere di pubblicare le delibere degli organi esecutivi al fine di far acquistare loro efficacia esecutiva.

Per questa ragione è stato creato il regolamento, inapplicato, sulla trasparenza che il Consiglio Direttivo nazionale ha approvato alla fine dello scorso settembre. Esiste una responsabilità precisa per gli organi i vertice degli Enti, per i loro funzionari e dirigenti. Naturalmente i Comitati regionali di Croce Rossa hanno provveduto a pubblicare, alla fine della selezione, il nominativo del segretario prescelto ma nulla si sa sulla sua retribuzione, un po’ come nel caso del segretario generale del Comitato nazionale. I dati amministrativi sono secretati, c’è un sentimento grande di vergogna intorno a certe notizie, altrimenti non si spiegherebbe la coltre densa di fumo che le circonda.

Eppure basterebbe poco a placare le chiacchiere che ci sono ed ogni giorno diventano più insistenti, basterebbe trasmettere sui siti internet dei Comitati interessati copia dei contratti ma questo non viene fatto e l’atteggiamento, uniforme su tutto il territorio nazionale e probabilmente concertato, sta facendo assumere alla vicenda una connotazione patologica. Nella stessa maniera non si rendono pubblici, almeno all’interno della cerchia dei Volontari, i nominativi dei soggetti destinatari di contratti di lavoro, anche nella forma della collaborazione continuata o a progetto, anche se di breve durata.

La instaurazione di un rapporto economico tra Associazione e Volontario porta con se conseguenze regolamentari importanti e modifica una serie di diritti, tra l’assunto e l’associazione e tra gli altri Volontari ed il soggetto assunto, che tutti devono poter reclamare e far rispettare, tra i quali quelli elettorali. Un’Associazione che nasconde la propria attività non è sana, una dirigenza che non rispetta i regolamenti, non rende pubblici i verbali, gli atti deliberativi, le note di spesa, le fonti di finanziamento degli impegni assunti, non merita fiducia. La lealtà che si richiede a tutti i Soci ed ai Volontari in particolare non può essere a senso unico, ma deve essere pagata profumatamente con altrettanta lealtà: un’Associazione vera, composta a tutti livelli di persone vere, funziona così.

Per quanto mi riguarda sto ancora attendendo con pazienza che qualcuno mi mostri i costi del segretariato generale ed i mezzi on i quali si intende finanziarlo, magari aggiungendoci anche quelli del piccolo plotone dei segretari dei Comitati regionali ma credo siano ormai tanti i Volontari in tutt’Italia che reputano questa attesa un’ingiustizia.

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