Croce Rossa: altri supercontratti in arrivo

Si potrebbe tranquillamente dire che ogni giorno ce n’è una ma sarebbe troppo semplicistico. In realtà i racconti che girano intorno a Croce Rossa Italiana sono tantissimi e da quando con i miei amici ho iniziato a voler dipanare questa matassa, le storie che mi vengono sottoposte sono variegate ma quasi sempre le stesse.

Torno ancora sul segretariato generale e sul suo trasgressivo leader Flavio Ronzi, quello che si veste come un volontario pur non essendolo. Vi posso raccontar per esempio del suo braccio di ferro continuo con Barbara Contini, si, proprio l’ex senatrice, che non doveva essere lì ma che è stata comunque selezionata per uno dei posti di rilievo del segretariato generale, con contratto di lavoro a sei cifre lorde annue che non ci è ancora dato di poter consultare. Arrivata in Croce Rossa, l’indomita governatrice di Baghdad ha dovuto assistere al battibecco di due dipendenti del disciolto Ente Cri che, prossimi alla pensione, hanno iniziato a battere i piedi in terra per vedersi beneficati di un importante contratto di collaborazione e della garanzia di conservare la poltrona e le relative, annesse, prebende.

Ora nell’insieme di richieste che ho anche formalmente avanzato alla presidenza dell’associazione andrebbero inseriti anche i nuovi contratti di collaborazione dei due quasi pensionati.

Rileggendo le note informative emesse dall’Autorità Nazionale Anticorruzione che sono reperibili anche su internet è suggestivo pensare che se la stessa Autorità assegna l’obbligo di pubblicità, ai fini della trasparenza, per ogni dazione superiore alla cifra di 1.000 euro anche frazionati nell’insieme ma distribuiti nel segmento corrispondente all’anno solare, anche la stessa Autorità, sempre a fini di trasparenza, segnala come, nel caso in cui non si intenda pubblicare dati e contratti, questa cosa va segnalata “dandone adeguata motivazione”. Quindi i contratti ad personam stanno dilagando senza che nessuno abbia spiegato a noi Volontari né la logica di una simile manovra, di un tale cambio di passo, della nuova strategia che prevede, ad esempio, che ai due quasi pensionati per effetto della cosiddetta privatizzazione, a parità di prestazione lavorativa richiesta si potrebbe quasi raddoppiare la retribuzione, alla faccia di ogni ipotesi di riorganizzazione della Croce Rossa Italiana e salutando caramente con un sorriso i quasi 4.000 dipendenti che, tra mobilità forzata e licenziamenti, hanno lasciato il cuore e il portafoglio in via Toscana e nelle altre sedi di Cri sparse per tutto il territorio nazionale.

Insomma a me, come a tantissimi altri Volontari, questa Croce Rossa nella quale solo qualcuno cade sempre in piedi e soprattutto di queste fortunate cadute non si deve parlare né tentare di capire, sta molto stretta. Sarà sicuramente necessario rimboccarsi le maniche e faticare un pochino ma credo che l’anima sana dell’associazione di volontariato più grande d’Italia alla fine dovrà prevalere. Non è un sogno ma una certezza.

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