Croce Rossa: nessuna trasparenza ma è meglio non dirlo.

Ormai è assodato. Croce Rossa Italiana non è un’associazione fondata su principi di democrazia partecipata.


I regolamenti elettorali stabiliscono che chi vince le elezioni interne, anche di un solo voto, governa e chi le perde, anche di un solo voto, non ha diritto a nulla. Contraltare potrebbe essere la trasparenza, la partecipazione cioè dei soci alla verifica dei risultati degli organi esecutivi e di quelli deliberativi. Nemmeno questa cosa succede perché in realtà, questi atti vengono formati per essere utilizzati ma mai per essere diffusi. Senza trasparenza, senza controllo interno, chi governa l’associazione ai vari livelli territoriali ha diritto, in pratica, a gestire come crede senza alcuna verifica da parte di nessuno.

Ad oggi, 12 dicembre, non è stato pubblicato né diffuso il verbale dell’assemblea nazionale di Cri che si è tenuta a Roma lo scorso 22 ottobre. C’era naturalmente chi verbalizzava, sono stati fatti molti discorsi ma un riscontro oggettivo non è pervenuto a nessuno. Probabilmente sono state fatte alcune promesse, durante il dibattito, che non si aveva già interesse a mantenere ma servivano a tenere buona una parte consistente del parterre. Quella della riserva mentale è la tecnica più usata da chi si autoincensa e pensa di poter gestire senza sapere ne dover dimostrare, cosa che è la triste sorte dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Eppure basterebbe poco, e chi dovrebbe fare ed invece non fa pensa di poter esercitare a piacimento questa sua potestà senza capire che in realtà sta danneggiando se stesso, la sua immagine e, con un reiterato comportamento omissivo, la stessa Associazione.

C’è il caso, ad esempio, del Comitato dell’Area Metropolitana di Roma Capitale dove a settembre è stato rinnovato il Consiglio Direttivo ed eletta presidente la dinamica Debora Diodati. Proprio per la mancanza di trasparenza che vado reclamando da tanti mesi non è dato di sapere se sia stato nominato o meno un Vicepresidente del Comitato. Questa funzione è obbligatoria e secondo il regolamento l’individuazione di questo soggetto è obbligatoria e deve essere assunta, nella forma della delibera, nella prima riunione immediatamente dopo l’insediamento del collegio. Il Vicepresidente, da individuare senza indugio, deve sostituire il Presidente, in tutte le funzioni nel quale questo è impedito, temporaneamente o meno, ma la sua nomina, nel caso di impedimento del Presidente, non può essere fatta per carenza di poteri dell’organo che in quella evenienza dovesse attivarsi, non potendo nemmeno convocare il Consiglio stesso.

Identica cosa, proprio per mancanza di trasparenza, è la vicenda del Comitato di Roma 6 dove era presidente il consigliere, attualmente nel Comitato di Roma, Gianluca Saitta. Non è chiaro se questi si sia dimesso prima del voto, come previsto dal regolamento all’epoca vigente, e come ero stato “caldamente” invitato io a fare al momento della presentazione della mia personale candidatura alla presidenza del Comitato regionale del Lazio. Né possiamo sapere se la gestione del Comitato sia affidata ad un Commissario straordinario perché questa delibera non mi risulta mai stata pubblicata o mi è stata data occasione di rilevarla da qualche parte, specialmente nei luoghi e con le forme previste dal regolamento.

Però di questo in Croce Rossa Italiana non si può parlare, perché è bene che le cose vadano così, perché probabilmente se le cose filassero come previsto dalle regole del gioco non sarebbero così divertenti ed imprevedibili? Io mi permetto di dire che la gestione di questa Croce Rossa non mi sta bene e non ho alcun riscontro. Anche i vertici, a tutti i livelli, continuano a far finta di niente perseverando in questa dannosa omissione. Io lo dico ma in tanti, tantissimi, lo pensano.

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