Croce Rossa: le carte ci sono ma non dove dovrebbero essere

Prestigiatori per nascondere gli atti ufficiali nelle pieghe del sito di una Croce Rossa arrivata al capolinea.

La chiamano trasparenza e dovrebbe essere trasparente, come un vetro lavato e pulito. Poi può capitare che questo vetro s’infanghi e dietro il fango accadano certe cose che nessuno riesce a vedere. Poi capita anche che i posti chiave di Croce Rossa Italiana finiscano in mano a giovani o a persone meno giovani che si sentano però tanto adolescenti dentro, e che queste persone proprio per il loro sentirsi ancora adolescenti e magari nell’impossibilità i saltare la cavallina preferiscano farti giocare alla caccia al tesoro.

 

In questo viaggio che sto conducendo da qualche tempo alla ricerca spasmodica di trasparenza all’interno della Cri mai mi era capitato di vedere cose come quella che vi sto per raccontare. Vi ricordate la vicenda dei due iphone? Quelli che dovevano stare sotto l’albero di natale ed invece sotto l’albero non ci sono mai arrivati? Era semplice arrivare sul sito e trovare i documenti dove dovevano essere pubblicati per Legge, la stessa Legge che prescrive come in caso di mancata pubblicazione sul sito, nel panel denominato “amministrazione trasparente” si realizzi immediatamente e senza ulteriore azione la fattispecie del danno erariale e la conseguente responsabilità economica del funzionario che ha autorizzato il pagamento.

 

In effetti gli atti sul sito dell’Ente Strumentale alla Cri erano stati pubblicati ma non nel posto giusto, da qui la caccia al tesoro. Si chiamano breadcrumbs e come le bricioline di pane sono le tracce della posizione dei documenti all’interno del sito. Arrivati sui documenti è possibile, facendo il cammino a ritroso, trovare la strada per tornare sui documenti dall’home page del sito e la scoperta è stata devastante.

 

Se si clicca su “amministrazione trasparente” e da li su “bandi di gara e contratti” si finisce spiaggiati come una balenottera in amore sulla riva di Torvaianica, o meglio su una pagina che peraltro non ha nemmeno il codice sorgente sviluppato correttamente. Ci sono in fondo alla pagina altri due link importanti, in fondo alla pagina. Uno è intitolato “amministrazione trasparente fino al dicembre 2015” e l’altro, meno interessante ancora, si chiama “archivio trasparenza, valutazione e merito fino ad aprile 2013”. C’è scritto “fino ad aprile 2013” e quindi si dovrebbe trattare di cose vecchie, che non dovrebbero interessare la nostra curiosità. Mai una persona che cerca un documento del 2016 andrebbe a cliccare su quei link, ed in fondo ormai penso che per qualcuno sia meglio così.

 

Invece cliccando li sopra si apre la caverna di Ali Babà, si sceglie nell’elenco dei link e si clicca su quello ove c’è scritto bandi di gara, dal quale facilmente si accede alla recentissima attività economica dell’Ente che ha soppiantato nella tradizione e nel cuore della popolazione italiana la meravigliosa idea di Henry Dunant con l’insegna di una asserita privatizzazione. Si trovano le vicende dei due Iphone di cui vi ho raccontato e si può leggere come l’Ente stia facendo, speriamo in maniera assennata, altri acquisti di beni strumentali per gli uffici dove il personale invece sta andato, ed in parte è già partito, in mobilità.

 

Mi piacerebbe sapere chi è questa mente eccelsa che nasconde le carte dell’Ente Strumentale in un altra pagina del sito, pensando in maniera poco scaltra ma pedissequamente paracula di farla franca. Questo tizio, probabilmente un autoreferenziato dirigente ben coperto da chi ne ha bisogno, crede di poter prendere per il culo urbi et orbi tutti i Volontari che finora gli hanno tenuto caldina la poltroncina. Ma non sono dirigenti, non possono essere chiamati così, questi signori che si compiacciono di dare ordini e che per complicità o per inedia non si peritano di controllare che vengano eseguiti a modino. Questi esseri piccoli, simili a quelli delle manine e dei contrattini, sono complici di un sistema che sta facendo annegare in una pozzanghera l’Associazione di volontariato più grande d’Italia, che con paraculate simili a questa pensa di governare in nome proprio e nell’interesse di pochi quella che è la rappresentazione nazionale di un’idea universale.

 

Bisogna cambiare, defenestrare certi soggetti che nascondono le carte, che celano fatti che sono patrimonio in primis di tutti i Volontari e poi di tutti i Cittadini e, aperte quelle finestre per farvi transitare certi individui, lasciare spalancate per cambiare l’aria. I Volontari meritano di più, l’Italia merita di più. Chi ha nascosto dietro un progetto di riordino lo spoglio di un’Ente plurisecolare, chi vuole ammainare due Bandiere portatrici di Storia, Gloria e Sangue, chi vuole sfruttare i Volontari per alimentare le sue rendite di posizione è arrivato al capolinea e nemmeno certi giochini prestidigitatori lo salveranno.

 

La Croce Rossa è un’altra cosa.

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2 commenti

  1. Bravo Cristiano! Stai facendo un gran lavoro… non fermarti!

  2. Pingback:Croce Rossa: 30 anni dopo - Words in Press

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