Croce Rossa: conti in ordine, arrivano gli accantonamenti.

Da subito i Comitati della Croce Rossa dovranno provvedere ad accantonare obbligatoriamente delle somme in bilancio.

Come in tanti si aspettavano finalmente è arrivato il contributo obbligatorio per finanziare le attività dei Comitati sovraordinati. L’assemblea nazionale di fine gennaio sacramenterà il regolamento sulle attività finanziarie dei Comitati che riprende la norma statutaria sugli accantonamenti ed i contributi.

I Comitati, si anche quelli Locali, dovranno accantonare somme per le emergenze, per la cooperazione internazionale, per la formazione dei Volontari e per il Comitato regionale di riferimento. Gli accantonamenti saranno obbligatori ma la norma è scritta, come si usa dire, in bianco. Andrà riempita con le percentuali da accantonare e soprattutto con le modalità di utilizzo delle somme accantonate.

Di questo naturalmente non si parla né si parlerà in Assemblea, semplicemente perché l’argomento rientra nelle prerogative dei segretari dei Comitati regionali ed è facile capire dove si andrà a parare. Soprattutto sei si mette in relazione questa nota confermativa, il regolamento finanziario appunto, con gli altri regolamenti approvati, specialmente quello sulla costituzione dei nuovi Comitati. Il testo, approvato a settembre, ha portato il numero minimo dei volontari a cento unità per Comitato e sono numeri grandi, difficili da gestire ma soprattutto da reperire, fidelizzare ed attivare.

Nessuno stabilisce invece quale sia il parametro, pur determinante secondo me, tra i volontari ed i dipendenti o comunque tra personale che presta la propria opera in maniera disinteressata e gratuita e chi percepisce una pur minima retribuzione, quale sia cioè il rapporto necessario tra il numero di una categoria ed il numero dell’altra per continuare a considerare la Croce Rossa Italiana quale associazione di volontariato. Il numero di cento unità, per esempio, rappresenta il valore dei Volontari o l’unità minima di produzione delle attività del Comitato?

In quale maniera i segretari regionali andranno a riscrivere la norma in bianco sugli accantonamenti ed i trasferimenti di risorse economiche verso l’alto della piramide gestionale della Cri? Sicuramente con una norma d’indirizzo vincolante e monodirezionale, come si usa in questa meravigliosa associazione

il problema formazione è uno dei capisaldi di questa gloriosa associazione, che si distingue proprio per l’impegno e la qualità operativa dei propri Volontari ma la perdita della caratteristica di Ente pubblico ha fatto cessare anche il valore dei vari attestati soprattutto al di fuori della stessa Cri. Si stanno riconquistando posizioni, soprattutto in vista di certificazioni o implementazioni di servizi, aggregando tutta la formazione nel sistema delle scuole regionali che vanno ad operare in convenzione con le Regioni amministrative, unico Ente deputato alla formazione dopo l’abolizione delle Provincie. E quindi anche lo stesso accantonamento economico per la formazione finirà attratto nella gestione dei segretari regionali e sarà sottratto all’autonomia decisionale del Comitato locale.

Il problema rimane sempre lo stesso, ed ogni giorno che passa è facile rendersi conto che non è irrilevante. Non esiste trasparenza e la questione dei compensi, dei contratti, dell’autonomia gestionale dei segretari, della nuova piccola casta all’interno della più grande associazione di volontariato d’Italia. Non esiste altro che la ricerca della chiarezza in un ambito che invece ogni giorno di più diventa opaco, con il tempo che passa. Si chiacchiera di compensi importanti, molto importanti, ma si nascondono i contratti e soprattutto si tace sulle partite finanziarie che dovranno far arrivare i flussi di denaro necessari a pagare questi stipendi ed i costi, in generale, delle segreterie.

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