Croce Rossa: la nuova Associazione farà a meno dei Presidenti regionali.

La squadra dei segretari regionali risulterà avulsa da ogni sindacato dei rispettivi Comitati e risponderà solo a Roma.

Regolamenti a pioggia e mentre il mondo continua a girare indifferente il Consiglio Direttivo Nazionale continua a costruire l’impalcatura sulla quale dovrà crescere la nuova Croce Rossa Italiana. Nessuno però ha capito ancora quale sagoma si sta stagliando all’orizzonte e soprattutto i Volontari non sanno assolutamente nulla di cosa sarà la nuova Cri.

Anche perché la grande massa normativa viene ideata in un think tank sconosciuto ai più sulla base di deleghe in bianco rilasciate al momento della sottoscrizione dei nuovi Statuti sociali. Quello che sono finora riuscito a capire secondo me ha una portata completamente sconvolgente ed in parte ve l’ho raccontato ma è sicuramente di aiuto a questo disegno la grande opacità nella quale tutta l’Associazione, di concerto con l’Ente strumentale, si sta dibattendo.

Poche certezze, soprattutto in questo momento, tra le quali spicca la “nuova casta”, il piccolo plotone di segretari generali guidato dal generalissimo Segretario che ha avuto l’abilità di scolpirsi una nicchia assolutamente avulsa dal mondo e dalla struttura della Cri, al punto tale da avere, come disegnato nel documento che è stato definito Organigramma, una serie di poteri autocratici che travalicano quelli dello stesso Consiglio Direttivo Nazionale.

Nella scienza dell’organizzazione esistono alcuni paradigmi, il primo dei quali è quello che definisce come non sia possibile, all’interno di un’organizzazione, creare “potere” se non sottraendolo a quale elemento dell’organizzazione medesima. Si accrescono quindi i poteri di una parte dell’Associazione per una ragione di compensazioni interne gli stessi poteri devono essere sottratti ad un’altra porzione di Associazione

Chi paga pegno in questa redistribuzione artificiale? Sicuramente il sistema dei Comitati regionali, svuotati di prerogative, adesso attribuite come contentino ai Comitati già definiti “locali”, che non hanno né la capacità né la struttura per esercitarli appieno, tranne qualche caso virtuoso o speciale.

Quindi l’accrescimento e la costituzione dei vari segretariati avviene, come si usa dire, a costo zero, nel senso che le prerogative sottratte ai presidenti regionali non saranno più validamente esercitate da alcuno, mentre tutto il sistema dei segretariati regionali riporterà direttamente al Segretario Generale, scapolando addirittura anche lo stesso Consiglio Direttivo Nazionale.

Si crea insomma una struttura parallela, dotata di ampissimi poteri, che eserciterà senza vincolo alcuno in quanto, a parte la valutazione della performance, legata anche alla quota premiale della retribuzione, nulla è soggetto a valutazione da parte del Consiglio Direttivo che ha proceduto alla nomina.

La deregolazione a livello regionale e la “messa in folle” degli uffici di presidenza al medesimo livello sono uno degli aspetti di questo sistema, finora celato dietro la massa di pezzi di carta mandato in giro. Non discuto che questo possa essere un metodo efficace o meno ai fini di gestione efficiente della nuova Cri ma obiettivamente non ce lo ha mai proposto nessuno e la delega firmata in uno con lo Statuto è assolutamente troppo vaga e lascia troppi poteri ad un Consiglio Direttivo che poi, esclusivamente per ragioni di facciata, raccoglie pareri non vincolanti da parte di una base associativa confusa ed alle prese con i soliti ed ingenti problemi di finanziamento.

Arrivati a questo punto non mi sorprende nemmeno che i presidenti regionali si accontentino di essere accantonati in questa maniera, probabilmente con il miraggio della gestione delle scuole regionali di formazione, già invece messe a sistema sotto l’egida del Segretariato Generale.

Mi stupisce che chi invoca e decanta una inesistente trasparenza nell’associazione di volontariato più grande d’Italia ancora non voglia far pubblicare nella forma di documento ufficiale quali siano i costi del segretariato generale e quelli dei segretariati regionali e dove i relativi fondi possano essere reperiti. Questa omissione ha il sapore dell’insulto verso i Volontari veri che sanno bene come la Croce Rossa sia un’altra cosa.

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