Croce Rossa: la tassonomia è il piede di porco.

La Croce Rossa non è più la grande associazione gestita dai volontari e focalizzata sui Volontari. C’è in atto una rivoluzione fatta a colpi di regolamenti.

L’ipotesi che in questi giorni ho tracciato riguardo la trasformazione della Croce Rossa Italiana sotto l’egida del nuovo Segretario generale trova ogni giorno sempre migliori conferme. Questa volta provengono dalla lettura del documento in bozza riguardante il regolamento di organizzazione che chi ha la mia stessa curiosità può scaricare da qui.

Ancora il Segretario Generale al centro di tutta la Croce Rossa Italiana, con il sistema dei Presidenti regionali confinato in un angolo ed il Consiglio Direttivo Nazionale che ha deciso autonomamente, almeno spero, di abdicare ai suoi poteri di controllo, gestione ed indirizzo.

Non mi sorprende nemmeno che ad oggi il medesimo Segretario Generale non abbia voluto rendere pubblico ai Volontari il suo contratto di lavoro. Da una parte c’è il pudore di chi ha inteso sistemarsi e per farlo in tranquillità ha dovuto lavorare con cautela, nell’evenienza non del tutto irrealizzabile che qualcuno probabilmente più capace e titolato di lui andasse ad occupare la poltroncina che con fatica si era andato a costruire pezzo pezzo, dall’altra per non ledere l’immagine di ipervolontario, persona che fa tutto disinteressatamente, modesta, inclusiva, tollerante e soprattutto disponibile al dialogo.

Alcuni passaggi del documento chiariscono in maniera evidente la posizione del Segretariato nel sistema Croce Rossa Italiana. Avevo definito questa porzione dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia come una “castina”, ed il termine non era usato in senso dispregiativo. Si può comprendere meglio cosa voglio dire leggendo questo passo che recita così “coniuga il benessere del personale di staff con l’esigenza di efficienza, economicità ed efficacia della propria azione”. Coniuga il benessere del personale di staff, non quello dei Volontari, e non è il solo brano particolarmente suggestivo.

Una volta nominati dal Consiglio Direttivo di competenza i Segretari regionali sfuggirebbero ad ogni controllo del Comitato Regionale. Prova ne è che in caso di loro impedimento o decadenza il sostituto sarà nominato direttamente dal Segretario Nazionale, in piena autonomia e senza sentire nessuno, proprio nessuno. Un sistema che si autoalimenta, che auto riferisce e che è completamente avulso dal resto della Croce Rossa Italiana non nasce per far il bene dell’Associazione stessa né per comportarsi in maniera assertiva nei confronti dei Volontari, che di questa meravigliosa Associazione sono l’anima ed il corpo.

Un tipo di gestione come quella che il Consiglio Direttivo Nazionale, spero inconsapevolmente, sta disegnando oltre a rendere inutile la funzione della presidenza regionale vincolerebbe anche le attività dei Comitati alla strategia ed alle decisioni del sistema dei Segretari, e non il contrario.

Una carta da giocare al buio, questa dei regolamenti in bianco, dove ognuno tenta di fare scopa ma solo uno ha il poker in mano, e vincerà senza fare prigionieri. Mi verrebbe da dire che la Croce Rossa è un’altra cosa ma credo lo sappiate tutti già.

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