Croce Rossa: la quarta componente ha sempre una marcia in più.

 

Creata di fatto nello spazio lasciato vuoto dalla mobilità dei dipendenti statali, la quarta componente si fa strada a discapito del volontariato puro.

Non comprendo questa Associazione a due velocità. Non comprendo l’Associazione che raccoglie gli ultimi per strada ma crea ghetti dentro i suoi Comitati. Non comprendo l’Associazione che parla di diritti civili e libertà e non consente ai propri Soci non solo di criticare i vertici ma anche di esprimere una propria opinione. Non comprendo l’Associazione che scrive pagine e pagine di regolamenti per poi sbizzarrirsi in interpretazioni di fantasia e farli applicare solo quando fa comodo ai vertici.

Non è facile tentare di cambiare le cose, non può essere facile in un’Associazione ove le progressioni verticali sono fatte a in base all’amicizia ed alla simpatia, raramente, purtroppo solo raramente, per competenza. Non è facile cambiare le cose nell’Associazione dove tre componenti pagano le quote e svolgono servizi ma soltanto una ha rappresentatività e diritti elettorali.

Non è facile cambiare le cose in un’Associazione nella quale la commistione tra dipendenti della stessa Associazione ed i Volontari ha creato sacche di opacità che da un lato potrebbero servire ad evitare l’influenza degli stessi Volontari nei processi decisionali, dall’altro potrebbero essere utili a controllare materialmente i nodi vitali della stessa Associazione in maniera autoimmune.

Quando un cittadino, animato dalla necessità di lavorare e confortato dal sentimento di grande umanità che pervade tutti i Volontari di Cri si trova, nella stessa giornata, a svolgere un turno di lavoro ed uno di volontariato potrebbe, intenzionalmente o meno, mascherare una situazione di lavoro irregolare con conseguenze, dal punto di vista assicurativo e di responsabilità, anche gravi.

Sarebbe comunque bene che tutti i Volontari, quelli puri che non percepiscono né paga né rimborsi di alcuna natura, possano sapere, nei vari Comitati, chi siano invece i soggetti retribuiti, anche quelli che formalmente non dipendono da Croce Rossa Italiana ma da entità, a volte di tipo cooperativo o agenzie interinali, che hanno stipulato con Cri accordi di somministrazione di mano d’opera e che sovente vestono la stessa uniforme dei Volontari.

Si potrebbe, per fare un banale esempio, vestire queste persone con una divisa differente, formare sulla carta la “quarta componente” che già esiste nello stato delle cose. Basterebbe applicare il codice etico, proprio quello creato per riempirsi la bocca di ottimi principi e invece usato per bastonare il dissenso interno. Questo documento, al punto 16,3, recita così : “ I Comitati, ad ogni livello, hanno cura di rendere noto ai Soci l’elenco di coloro i quali vantano un incarico retribuito e/o percepiscono un compenso”. A me non risulta che i Comitati abbiano “reso noto” ed anzi la mia continua richiesta di chiarezza sui costi e il contenuto degli atti regolatori dei rapporti riguardanti il management del Segretariato Generale è stata squarciata ieri soltanto “de relato” , dalla diffusione, cioè, fatta per il tramite di un nostro collega, dell’estratto di un verbale di seduta di un Organismo associativo nel quale si parlava di un determinato compenso, di uno solo dei tanti.

Mi piace raccontare dello spirito di Croce Rossa, paragonarlo ad un virus facilmente trasmissibile. Dico sempre che non si approda alla Cri per aver letto un manifesto o un articolo di giornale ma perché un amico, parente, conoscente è stato da noi sorpreso in estasi, a raccontare di cosa sia il Movimento e di come si esplichi anche attraverso la nostra Società nazionale. La frequentazione di queste meravigliose persone, il respirare quest’aria speciale alla fine ci rende tutti diversi.

Tutti noi all’inizio eravamo altro, adesso ci accorgiamo che anche la Croce Rossa, quella vera, è un’altra cosa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi