Croce Rossa: in Sicilia si può fare.

Non tutti i Comitati sono uguali, quello della Sicilia dimostra un attaccamento ai valori di Croce Rossa molto particolare e dimostra di essere una grande realtà.

Non perdere mai la speranza è fondamentale, come fondamentale è credere che nonostante tutto qualcosa funzioni ancora, che quell’Istituzione, assieme a quell’idea ed a tutte le intuizioni nate centocinquanta anni fa, ancora siano valide e facciano presa nella testa e nei cuori delle persone. In Sicilia lo sanno bene.

Quindi qualcosa ancora di vero e sincero esiste, quindi quando giri, t’informi e guardi, scopri anche che esistono realtà importanti che se ne fregano dell’andazzo che viene imposto da via Toscana e sanno rinunciare, con ugual profitto, ai compensi ed alle prebende.

Sto parlando del Comitato regionale Cri della Sicilia, che a giugno scorso si è dotato, tra i primi in Italia, della nuovissima figura del segretario generale regionale. Ha fatto la sua scelta ed ha messo dei bei paletti, robusti e ben piantati. Nella delibera che vi invito ad andare a leggere qui, trovate come l’incarico del segretario regionale vada assolto a titolo gratuito.

La gratuità dell’incarico è un forte segnale, è un ottimo distintivo per chi capisce come tutta l’associazione nazionale di volontariato più grande d’Italia rischi di avere una deriva di tipo aziendale che non può giovare né alla qualità dei servizi organizzati ed offerti nei confronti delle fasce deboli della popolazione italiana né all’impegno che i Volontari, quelli veri, mettono nella loro incessante e sempre più qualificata opera.

Esiste quindi un altro modo di fare ed intendere la Croce Rossa, è possibile prestare un servizio di qualità senza accaparrarsi poltrone e prebende. Questo lo deve sapere bene anche chi fa e cose in sordina, urla, strepita ed insulta per mischiare le carte ed intorbidare le acque m si vergogna di far leggere un contratto, che non ho ancora avuto il piacere di vedere pubblicato come la Legge ed il regolamento interno dell’Associazione impone formalmente, ma che ci hanno detto abbia un compenso “dignitosamente” a sei cifre.

Ognuno è libero di fare come vuole,tendenzialmente, ognuno è libero di scegliersi il lavoro che può esercitare meglio, nei parametri della massima legalità. Dove non si è più liberi è quando si rappresenta qualcun altro e si mistifica e ciurla nel manico per coprire le proprie vergogne, quegli interessi personali, materiali e diretti, di cui evidentemente ci si vergogna pure di parlare.

Dico sempre che secondo me la Croce Rossa è un’altra cosa. Oggi, leggendo quella delibera, ho la dimostrazione, per la prima volta, di non essere il solo a parlarne ed anzi che qualcuno è riuscito anche a dimostrarlo con i fatti.

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