Croce Rossa: ai Volontari non far sapere…

L’Associazione si sta trasformando ed il uomo dei Volontari diventerà sempre più marginale, con una strategia nota a pochi ma da subito evidente.

C’è una mutazione genetica che parte da Roma e si irradia in tutto l’organismo vivo dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Una mutazione imposta dal mercato, dai tempi, dal cordone ombelicale che legava Croce Rossa Italiana alle finanze di questo Stato.

A pagarne il prezzo sono, come era prevedibile, i Volontari che vedono compressa sempre di più la loro indipendenza a discapito di una componente, quella che ho definito come “quarta” che ha altri interessi, nobili ed elementari come il portare la pagnotta a casa, che collidono con lo spirito generale dell’Associazione.

Cosa cambia in questa Croce Rossa Italiana dopo la riforma, nata come riordino ma eseguita con il rullo compressore? I servizi a valore aggiunto non sono quelli che incidono di più sugli strati sociali deboli, da sempre in uno con le attività di assistenza in guerra la ragione della esistenza stessa della Cri.

Oggi questo cuore, già malato, è rappresentato dal sistema delle convenzioni e da chi le governa. Le convenzioni potano nelle casse di Cri tutto il denaro che prima veniva versato dallo Stato a fronte di un’ausiliarietà ai servizi sanitari pubblici che adesso, con la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, che adesso allo Stato vengono forniti da altri soggetti.

Le convenzioni ci sono, di soldi ne entrano molti ma vengono spesi in maniera tale che al Volontario è difficile capire in che modo le attività che vede svolgersi sotto i suoi occhi o alle quali partecipa, sempre a titolo gratuito, possano incidere nella crescita e nello sviluppo dell’Associazione.

Per lo sviluppo delle convenzioni si utilizzano sempre di più collaboratori e dipendenti che magari prima erano volontari e che continuano a vestirsi alla stessa maniera, a fare le stesse cose, e di cui spesso anche i loro stessi amici ignorano la mutazione nella qualifica. L’esempio più eclatante di tutti è sempre quello di Flavio Ronzi e del suo nuovo incarico, quello di segretario generale, che non ha ancora provveduto a rendere pubblico il suo contratto né l’organigramma del suo ufficio con i nominativi dei fortunati vincitori di un posto di lavoro e dei relativi costi.

Lo stesso fenomeno vale per i comitati subordinati, dove non sarà difficile prima o poi, con l’opacità che distingue tutto il Sistema di Croce Rossa, trovare tra il personale assunto, con contratto di collaborazione o di lavoro dipendente, qualche “figlio di” e vedere il “padre di” che continua a sperticarsi con ragionamenti stellari sull’uguaglianza, l’imparzialità, l’inclusività ed i beneamati fatti propri.

Ma perché il Codice etico si impugna sempre come una clava e non si rispetta invece nella parte che impone ai Comitati, ad ogni livello, di rendere pubbliche ai soci le liste dei nominativi dei dipendenti? Sicuramente c’è un’interesse importante a tenere celati certi rapporti, sicuramente questo non fa bene all’associazione né ai rapporti tra dipendenti e Volontari, che dovrebbero essere improntati a lealtà, correttezza e soprattutto alla trasparenza.

Vi lascio con un piccolo e stimolante esempio, che potrà far aprire gli occhi a qualcuno e serve a dimostrare come quest’Associazione vedrà, nel breve termine, assottigliarsi il numero dei Volontari, divenuti poco rilevanti rispetto alla strategia di azione generale, mentre consoliderà quello dei dipendenti, probabilmente in ossequio alla strutturazione delle altre ONG presenti nell’emisfero occidentale del mondo.

L’esempio è questo: sapete che a mente delle ultime normative un Volontario semplicemente indagato per un reato può essere sospeso per un massimo di sessanta mesi dalla sua qualifica mentre un dipendente indagato per lo stesso reato ( fino a sentenza definitiva di condanna superiore ai 24 mesi di reclusione ed eventuale concomitanza di pena accessoria interdittiva) ha diritto alla conservazione del posto di lavoro e allo stipendio?

Per me la Croce Rossa è un’altra cosa. Voi, intanto, cercate di rispondere a questa domandina, magari coinvolgendo nel dibattito i vostri Presidenti preferiti.

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