Croce Rossa: l’emergenza si chiama credibilità

La più grande Associazione di volontariato d’Italia non può navigare a vista. Deve essere credibile dalla base fino al vertice e proprio chi siede sulle poltrone più alte deve dare garanzia di affidabilità. Queste appena scritte sembrano ovvietà, cosucce banali, lapalissiane.

Però non è così, nella Croce Rossa Italiana questo principio non è nell’elenco delle cose tassative da mettere in atto. Per esempio possiamo vantare di avere un Presidente nazionale simpaticissimo, gioviale, mai iracondo né irascibile, coerente e fermo nella sua condotta ma soprattutto una persona di parola. E’ vero che quando si parcheggia sui social sembra un’altra persona, ma per fortuna non sempre è così. E’ compagnone, confidenziale, abituato a mettere una pietra sopra su tutto, misericordioso e clemente. Da una persona del genere ti aspetteresti quindi che si adoperi per mantenere la parola data, soprattutto quella declamata in pubblico.

Ed allora mi suona stonata la faccenda per la quale ad oggi è ancora in capo a lui il diritto, a mio parere non legittimo, di nominare le Ispettrici territoriali del Corpo delle Infermiere Volontarie. Io c’ero nell’assemblea nazionale della Cri del 22 ottobre 2016 quando disse con il suo migliore ed accorato accento che avrebbe di li a qualche giorno riassegnato la delega per le nomine all’Ispettrice Nazionale del Corpo rea, a suo dire, di aver prestato il fianco ad un tentativo di spacchettamento dell’Associazione.

esiste chi interpreta le norme a suo bisogno

 

Capisco che cinque mesi di fronte all’eternità non sono nulla, posso immaginare che nel trasloco da via Toscana a via Ramazzini qualche pezzo di carta sia rimasto negli scatoloni, perché poi non dare eventualmente ai Pagnottella’s boys la colpa di qualcosa? Insomma mi aspettavo da un momento all’altro che una persona di parola, un vero leader naturale, uno che della credibilità personale ha fatto una bandiera, s’infuriasse con chi non gli aveva portato il foglio da firmare e invece nulla. Lui stesso continua a nominare le Ispettrici su e giu per l’Italia in barba all’articolo 1735 del Codice dell’Ordinamento Militare.

Allora mi sono andato a rileggere il verbale di quell’assemblea che dice proprio così “il Presidente, preso atto dell’impegno solenne assunto dall’Ispettrice Nazionale nei riguardi suoi e dei Presidenti territoriali, nell’ottica di un nuovo percorso di riconoscimento reciproco dei ruoli istituzionali, si rende disponibile a conferire alla stessa la delega di firma riservandosi, però, di procedere ad una eventuale sua revoca in mancanza del rispetto dei quei tempi congrui tali da assicurare le attività dei Comitati ed a evitarne un loro rallentamento, nonché qualora la condotta dell’Ispettrice Nazionale II.VV. Dovesse manifestare comportamenti minanti il principio di Unità dell’Associazione e la subordinazione delle ispettrici a livello territoriale ai presidenti territorialmente competenti per ciò che riguarda le attività non ausiliarie alla FF.AA., così come previsto dalla stessa normativa delle II.VV.”.

Scusate ma a questo punto non ci sto più capendo nulla, anzi spero che si tratti di una mera dimenticanza, che lui stesso, il magnanimo leader maximo di questa meravigliosa Associazione riesca a mantenere almeno questa promessa, fatta davanti a centinaia di Presidenti e scritta sul verbale della seduta. Altrimenti significherebbe che in fondo quello che vado dicendo e scrivendo corrisponde a verità e cioè che le cose si dicono tanto per dirle, si scrivono tanto per scriverle e poi esiste, al di fuori da ogni regola, chi interpreta le norme a suo bisogno e gestisce un’Associazione importante come questa a suo completo piacimento, contro ogni principio di trasparenza e contro la volontà degli stessi Soci e Volontari.

Non mi sembrerebbe giusto e credo di non essere il solo a pensarla così.

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