I numeri di Raggi, tra miraggi e false informazioni

I conti non tornano mai e se la matematica non è un opinione quelle dei grillini sono bugie a fine politico, anche sul numero dei consensi per il sindaco di Roma.

C’è una bugia che circola ad arte nella politica romana e non è ancora stata mai smentita ed anzi è stata ribadita in questi giorni dal Movimento 5 Stelle romano sul Blog di Grillo, in risposta alle polemiche sulle firme di presentazione delle loro liste, possiamo dire, parlando di Roma e di romani, che è “ricicciata”.

Si tratta della notizia per la quale il Sindaco di Roma Virginia Raggi sarebbe stata eletta “da più di due terzi degli elettori romani”. E’ naturalmente frutto della disinformazione con la quale personaggi spregiudicati credono di poter fare lotta politica sulla base di un uso professionale di un cocktail esplosivo fatto di bufale e post-verità.

Raggi non ha incassato nemmeno un terzo dei voti dei romani

Due numeri facilmente reperibili sul sito del Ministero degli Interni, nella sezione che si occupa di conservare nella forma degli open data tutti i riferimenti alle consultazioni elettorali passate, fanno chiarezza in maniera chirurgica. Nella scheda relativa alle votazioni di giugno 2016 a Roma leggiamo che Virginia Raggi ha ottenuto 461.190 voti al primo turno e 770.564 al secondo. Essendo 2.363.776 gli elettori del Comune di Roma al primo turno il Sindaco ha incassato il 19,51% dei consensi, al secondo – forte del fatto che la sfida si era ridotta ad un uno contro uno – i consensi sono lievitati al 32,59%, quindi nemmeno un terzo degli elettori romani. Un romano su tre ha votato Raggi e gli altri due se la devono sorbire, questa non è la democrazia ma la legge elettorale.

C’è un detto per il quale una bugia se ripetuta più volte può diventare verità. Bisognerà quindi convincere anche il custode delle pagine elettorali del Ministero degli Interni, e farlo in fretta. Anche perché se si pensa di poter governare una Città o una Nazione con le bugie i risultati non potranno mai arrivare. Proprio come succede adesso a Roma.

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