Croce Rossa: l’onnipresenza di pochi toglie credibilità a troppi.

Indipendentemente dalle funzioni o dalle competenze in Croce Rossa c’è chi pensa di poter essere tutto e rappresentare tutti senza essere nemmeno se stesso.

C’è tutto un mondo che non conosciamo, ci sono ragioni che muovono le persone e le cose che magari vorremmo riuscire a comprendere. Su tutte, quando parliamo di Croce Rossa Italiana, c’è l’incapacità dei vertici di saper e poter delegare, una sorta di narcisismo o meglio di prezzemolismo che impedisce a tutta l’Associazione di crescere in maniera virtuosa.

Così facendo si allungano cordate, si creano corsie di favore, calcetto a parte non si bada più alla consistenza delle persone ma alla rete di rapporti che questi possono garantirci o che possono mantenere inalterati.

Vi faccio un esempio parlando del Comitato operativo della Protezione Civile nazionale. Quest’organo è stato recentemente formalizzato con la nomina dei suoi componenti, tutti rappresentanti le strutture operative della Protezione Civile nazionale per garantire un’adeguata operatività nella gestione delle attività di direzione e coordinamento nelle emergenze. Si tratta quindi di un tavolo tecnico, non di rappresentanza, si siede li per fare, non per stringere mani o farsi fotografare.

Basta leggere l’elenco dei componenti che ogni struttura ha designato quale membro o supplente per capire il senso dell’istituzione dell’organo. Naturalmente quale presidente c’è il capo della Protezione Civile Nazionale Curcio però basta scorrere la lista degli altri nomi per capire che i delegati non sono i vertici delle strutture ma i loro bracci operativi. Per il Ministero della Salute non c’è il Ministro ma un dirigente, così per le Forze Armate ed anche per il Soccorso Alpino, dove non c’è il vertice nazionale.

Unicamente per Croce Rossa Italiana vengono designati il Presidente nazionale Rocca e quale membro supplente il segretario generale Ronzi, amanti sicuramente delle passerelle, avvezzi ad elevatissime frequentazioni ma stonati in un ambiente dove si fa molto prima di parlare.

Perché Croce Rossa è così, è un posto dove conta più esserci che essere, saper dire prima che saper fare, prendere prima che dare. Per quale ragione non sono stati nominati nel Comitato Operativo due tecnici, come hanno fatto tutte le altre strutture? E’ una domanda alla quale non sapremo mai rispondere. Io un’idea ce l’avrei e mi sussurra di gelosie, di ricerca di visibilità, di incomprensioni maturate con uno sguardo e di rancori trascinati nel tempo.

Io un’idea ce ‘avrei, ho detto, ma me la tengo per me, come penso anche che la Croce Rossa sia un’altra cosa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi