Croce Rossa: i Soci sono tutti uguali, tranne quelli che non lo sono.

E’ singolare come si declami l’uguaglianza e si applichi l’ugualitarismo, si redigano regolamenti su regolamenti e non si applichino ma interpretino.

Esiste una Croce Rossa a due velocità, fatta di un mondo per quelli giusti ed un altro mondo per il resto dei Soci. Esiste la Croce Rossa che scrive e approva regolamenti per il solo gusto di disapplicarli ad personam. Non sono chiacchiere a ruota libera quelle che faccio, il tempo delle chiacchiere è esaurito, come sono esauriti, spero solo nevroticamente, gli autonominati leader di un’Associazione che fa acqua da tutte le parti.

Posso farvi un esempio, come al solito e come mio costume, di quello che dico, anche per poter stabilire il concetto che i bugiardi ed i chiacchieroni, ormai, sono solo sull’altro lontanissimo fronte. Prendiamo uno degli ultimi regolamenti, per esempio quello che si chiama pomposamente “manuale di comunicazione istituzionale” . La dentro di comunicazione ce ne sta veramente pochina ve lo dice chi se ne occupa di mestiere da decenni, e soprattutto la poca comunicazione che è scritta tra quelle pagine è derivata da concetti arcaici, archeologici, modelli vetusti ma anche facilmente reperibili in rete. Si dice “lega il somaro dove vuole il padrone” e così l’anonimo estensore del “manuale” avrà fatto, sottolineando e rimarcando il fatto che in Cri esista un “padrone”.

Non voglio comunque divagare ma semplicemente evidenziare uno dei tanti passaggi “caldissimi” dei testi sacri di Croce Rossa Italiana. In questo testo, giunti alla parte 9.5 leggiamo che “Nelle comunicazioni interne al Comitato è opportuna che i titoli quali dott., avv., ing. ecc, non siano inseriti nelle firme o nei documenti.”. La cosa potrebbe essere buona e giusta, i Soci sono tutti uguali e gli appellativi usati per distinguerli sono solo quelli interni alla Croce Rossa. Naturalmente quello che vale per il resto del mondo non vale per qualche isolato e fortunato individuo che, nonostante abbia licenziato e approvato i regolamenti, continua a fottersene e firma a stampiglio la dicitura avv. facendola precedere al suo nome, non rendendosi ingenuamente conto che su determinate categorie di atti proprio questa piccola vena narcisistica potrebbe invalidarne il contenuto.

una rivoluzione non c'è mai stata e l'Associazione si ripiega su se stessa

Ma questa è diventata oggi l’Associazione di volontariato più grande d’Italia, quella che nel suo stesso sito nazionale cela il più grande ossimoro della sua storia, quando dedica addirittura una pagina ad un etichetta fondamentale, quella con la dicitura “comitato trasparente” e tutto è men che trasparente, non avendo per esempio ancora reso palese il contratto del suo magnifico volontario Segretario Generale né i costi dell’imperiale segretariato nazionale, magri con l’elenco nominativo degli addetti. Perché dovreste sapere che per una norma interna interpolata con una legge nazionale l’elenco nominativo dei dipendenti di Cri e delle loro retribuzioni deve essere messo a disposizione dei Soci e questo naturalmente, nel Comitato trasparente, non avviene.

In fondo sapete ormai bene che la Croce Rossa è un’altra cosa.

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