Croce Rossa. gli intenti e le intenzioni.

Le smentite sono bugie: la Croce Rossa Italiana ha un accordo con il Partito Democratico di reciproca soddisfazione. Da Comunità ad Azienda ed ora a Partito. Tutti uniti per la “discesa in campo”.

Non volevo crederci nemmeno io, all’inizio, temendo la solita bufala internettiana ma il mestiere, questo maledetto mestiere, mi ha abituato alla verifica delle fonti. Un paio di telefonate fatte ad arte e la verità è saltata a galla. Poi ho trovato in rete, oltre al comunicato stampa del partito, anche il post di uno dei protagonisti di questa storiella senza lieto fine, Matteo Orfini, che al settimo cielo raccontava di aver messo in batteria anche la Croce Rossa. Lui era felice perché sperava di far gestire i Circoli come fossero Comitati , senza sapere che questo modello non funziona. Tutto sommato è meglio non dirglielo.

Si è scatenata la base. Ma come, in tanti hanno detto, come al solito predicate benissimo e razzolate come vi pare? Immediatamente si è precipitato a smentire il tutto il nostro Presidente nazionale. Ha postato un messaggio urbi et orbi dove alludeva a possibili contatti, a trattative in divenire, a cose insomma impalpabili. Dalla direzione PD invece dicono il contrario, come anche gongola da venerdì scorso lo stesso Orfini, che chiaramente fa notare che un pezzo di carta su cui hanno firmato in due, lui per un Partito, come segretario, e il Pagnottella per l’altro Partito, sempre come segretario, esiste.

La rivelazione di questo accordo, o lettera d’intenti come si voglia chiamare, è la “discesa in campo” della Croce Rossa Italiana che da Comunità si è fatta Azienda ed ora, bruciando le tappe, diventa anche Partito, probabilmente sfruttando teatralmente i tempi, viste le primarie di domenica prossima. C’è sicuramente una strategia dietro, che noi comuni mortali non siamo adatti a conoscere e mai potremo comprendere. Per parafrasare le parole di un grande poeta contemporaneo, probabilmente lo scopriremo solo vivendo.

La guerra in atto tra le due teste di governo dell’Associazione, Rocca e Ronzi, si fa sempre più incandescente. Uno tenta di fare le scarpe all’altro, che si muove all’insaputa dell’uno e smentisce quello che l’altro mette in piedi. La tela di Penelope viene disfatta ogni notte e ritessuta ogni mattina mentre i Volontari assistono ad uno spettacolo indegno che comunque ci si doveva aspettare. Non esistono né esisteranno mai uomini buoni per tutte le stagioni; se la Croce Rossa voleva approfittare della privatizzazione per un radicale cambio di passo non poteva tenere al timone le stesse persone che per anni hanno gestito come sappiamo l’Ente pubblico. Non ci interessa chi sarà il vincitore in questo braccio di ferro ma desideriamo tutti che vengano accantonati i personalismi per garantire all’Associazione di volontariato più grande d’Italia un futuro solido e trainante. Fino ad ora così non è stato.

non c'è dialogo, non c'è pluralismo, gli interessi personali sono anteposti a tutto

La partita che si gioca è naturalmente tutta di carattere economico, con i conticini dell’azienda nascosti al padrone vero, quale siamo noi Volontari, che produciamo le risorse per mandare avanti la baracca con il nostro lavoro gratuito. I conticini, come sappiamo, non tornano e difficilmente torneranno. Altrimenti non si spiegherebbero le tensioni che in questi giorni si stanno registrando in molti Comitati di rilievo, prossimi all’approvazione della parte Onlus dei propri bilanci e non si potrebbe leggere se non in chiave di fancazzismo e generale sciatteria mentale la mancata diffusione del bilancio nell’Associazione nazionale ai Presidenti chiamati a compiere sabato prossimo l’ennesimo atto di fede approvando incondizionatamente un bilancio che vedranno soltanto qualche ora prima, riassunto in quattro voci omnicomprensive e per le quali ogni richiesta di chiarimento sarà interpretata, secondo regolamento, quale atto di lesa maestà e sottoposta al vaglio della commissione epurazioni.

In questo fumoso cinema all’aperto bisogna distinguere il copione dei vari personaggi. Come ho detto più volte ritengo che il simpatico segretario generale non possa suonare da solista troppo sopra le righe. Non si rende conto che da statuto ha solo i compiti di gestione dell’associazione dal punto di vista amministrativo, quindi per esempio la responsabilità della pubblicazione e diffusione dei dati di bilancio come ancora ignoti, e non la rappresentanza dell’Associazione stessa. Il suo stipendiatissimo lavoro dovrebbe essere svolto dietro le quinte sulla base di direttive impartite dal Consiglio nazionale e dall’Assemblea, senza spazi di autonomia ed in margini di manovra ben disegnati. Naturalmente non è così nell’Associazione dove i protagonismi devono per forza di cose seppellire i Principi e il governo a più teste crea confusione, disorientamento e lascia correre soltanto gli stipendi mentre l’Associazione resta al palo.

Mi auguro che la vicenda che ha legato il Partito Democratico con la Croce Rossa Italiana sia frutto di personalismi, fughe in avanti e irresponsabilità di qualcuno, che questo qualcuno venga chiamato a rendere conto dei propri atti e che l’Associazione tutta possa fare la sterzata di cui adesso, come non mai, ha veramente bisogno. Il tempo passa ed i nodi vengono al pettine. Dalla cogestione di impresa commerciale assieme ad un’azienda che collabora con la Difesa nel settore armamenti, passando per le assunzioni ad personam e gli stravolgimenti statutari, per approdare alla vergognosa vicenda dell’accorso istituzionale con il Partito Democratico attendiamo con ansia un mea culpa che ritengo non arriverà mai.

Conoscendo i soggetti in questione sono convinto che questa surreale governance alzerà gli steccati e difenderà la poltrona nella maniera più irresponsabile e autoreferenziale possibile. Nella Croce Rossa dove non c’è dialogo, dove non c’è pluralismo, dove gli interessi personali sono anteposti a tutto anche questi episodi rappresentano una normalità agghiacciante. La nostra Croce Rossa è un’altra cosa.

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4 commenti

  1. Zaccaria Lammoglia

    Oggi con certi REGOLAMENTI hanno dato solo POTERE ai Presidenti ,i VOLONTARI NON CONTANO NIENTE devono solo UBBIDIRE e TIRARE IL CARRO . i DIRITTI e DOVERI del codice ETICO che FINE HANNO FATTO.
    Siamo ritornati ante 25 APRILE 1945 dove era OBBLIGATORIA avere la TESSERA del PARTITO….. ..??? SIAMO RITORNATI alla DITTATURA…..?? VERGOGNA….

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