Croce Rossa: è il momento di cambiare.

 

Troppi scivoloni dimostrano chiaramente che il modello di Croce Rossa uscito dalla privatizzazione non funziona; bisogna cambiare per sopravvivere.

Archiviato un anno di Croce Rossa, l’assemblea dell’altro giorno ha approvato il bilancio 2016. L’Associazione non marcia ancora sulle sue gambe né lo potrà facilmente fare per qualche anno. Ancora troppo legata ai vecchi modelli di sviluppo non è stato presentato un piano per espandere le azioni di Croce Rossa su tutto il territorio nazionale.

Le assemblee, ad ogni livello, continuano ad essere luoghi di deliberazioni tecniche, nei quali qualcuno prende atto e ratifica scelte assunte in prima persona da altri, spesso pochi altri e approva spese, conti e conticini senza una preventiva discussione sulla loro opportunità. Il sistema è ancora quello dell’Ente pubblico, dove le scelte vengono affidate al grande timoniere, quasi sempre di nomina governativa, e nessuno può parlare al conducente.

Non è questa la Croce Rossa moderna, efficiente e portatrice sana di gioia che tutti andiamo cercando. Ho spesso detto che la governance di questa meravigliosa associazione non può essere assimilata al blazer blu, che sta bene su tutto, né chi la guida può essere buono per tutte le stagioni. C’è bisogno di un cambio di passo che tiri fuori la Croce Rossa dalla secca in cui si sta arenando.

per una Croce Rossa dove le scelte possano condividersi sempre, ad ogni livello

Sarebbe ipocrita negare di vedere la silente rivoluzione che si sta compiendo, nello stesso posto dove i dipendenti erano organicamente funzionali all’attività, gratuita e disinteressata, dei Volontari oggi si assiste ad un inversione dei ruoli, dove i dipendenti sono collocati nei punti chiave, con contratti secretati e liste nominative conservate nei cassetti in spregio ad ogni regola interna, mentre i volontari sono nella posizione sussidiaria, magari pronti a prendere il posto, retribuito, dei dipendenti appena possibile.

Il cambio di passo è indispensabile ma per porlo in essere senza gli atti cruenti che sono insiti in ogni vera rivoluzione è necessario creare gli spazi adatti e negli spazi adatti far confluire le forze nuove che possano portare il necessario ricambio ed il giovamento a tutta l’Associazione. Questa è la condizione, unica e necessaria, affinché il cambio di passo possa essere attuato rapidamente e senza la cesura che potrebbe comportare conseguenze pesanti e durature non solo per l’Associazione ma anche per molti soggetti che finora hanno abusato delle proprie rendite di posizione.

Nuova vita alla Croce Rossa Italiana, nuova vita all’Associazione che ci piace, inclusiva, moderna, aperta alla Società italiana e partecipe del cambiamento epocale che tutto il pianeta sta vivendo. Ma anche una Croce Rossa dove le scelte possano condividersi sempre ad ogni livello, dove nessuno sia l’uomo solo al comando e non esistano condizionamenti di nessun tipo. E’ il momento giusto per cambiare e si può fare, perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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