Croce Rossa: la grande scollatura.

Nascondere i pezzi di carta dalla curiosità dei Volontari è diventata una prassi non più giustificabile. La libera interpretazione degli atti porta troppo lontano.

C’è una prassi dentro Croce Rossa Italiana che prevede ogni documento che attrae l’attenzione dei Volontari debba essere immediatamente blindato e secretato. Non si spiegherebbe altrimenti come il famoso contratto di lavoro del Segretario Generale non sia ancora stato pubblicato da nessuna parte né la curiosità, ormai certamente morbosa, di tanti Volontari possa essere soddisfatta senza una forzatura, magari con l’aiutino indispensabile di qualche entità esterna.

Stessa sorte per il pezzo di carta dove era stato vergato a doppia firma l’accordo ovvero l’intesa con il Partito Democratico che tanto scandalo ha sollevato nella base associativa. Il pezzo di carta c’è, esiste, se ne è parlato anche in Assemblea nazionale salvo non farlo vedere più a nessuno Si potrebbe raccontare che tutto quello che il Segretario Generale tocca è desinato a scomparire; si potrebbe anche scrivere che proprio per la natura delicata del suo lavoro lui stesso è tenuto a non divulgare a nessuno quello che firma, probabilmente nemmeno a se stesso.

La realtà forse è diversa e ci dimostra quello che con i miei amici andiamo raccontando da tempo e cioè ci dipinge un’Associazione la cui governance ha una mission precisa, ha una strategia ed un piano per attuarla presto. Proprio per questo si circonda di dipendenti, vincolati dallo stipendio a non rivelare nulla, e nasconde quello che fa ai Volontari. Se utilizzassimo questa chiave di lettura tante cose accadute di recente, cose che possono sembrare degli errori, larghe sbavature, piccoli personalismi e null’altro, si vestono di un colore differente.

Prendiamo per esempio la questione dell’accordo con il PD, raccontata a più voci come una “pischellata” del Segretario, un nonsense, un non accordo e via via tutta una serie di parole importanti precedute da una particella negativa. Nelle aule parlamentari, mentre si ragiona sui non accordi, è in corso da tempo un tentativo di introdurre nei provvedimenti legislativi in corso di approvazione una serie di emendamenti quasi tutti uguali che hanno il medesimo nocciolo. Sto parlando del disegno di legge 2705, per citarne uno, che ha poi convertito in legge il decreto legge recante “disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”. All’interno di questo testo alcuni senatori, di diversa estrazione politica, hanno tentato di introdurre alcune modifiche al decreto 178, quello del riordino della Cri, tutte miranti a conservare l’assetto amministrativo dell’Ente Strumentale ed assicurargli ulteriore vita, all’incirca almeno cinque lunghi anni, mantenendo un nucleo di personale di fiducia dell’amministrazione dell’Ente che poteva conservare anche il posto dove era previsto il suo inserimento attraverso la procedura di mobilità assistita.

Una vera rivoluzione, insomma, che non ha trovato poi nei vari braccio di ferro scatenati in aula, un gruppo consistente di parlamentari che appoggiasse questo testo. Ecco quindi l’endorsement alla politica di partito, di quello o di qualsiasi altro partito, magari proprio di quello che di li a qualche giorno avrebbe scatenato in tutt’Italia la kermesse tricolore per il giubileo pagano del suo giovane proprietario.

Quel documento, insomma, non l’abbiamo letto né visto ma ci interessa poco, credo, a questo punto metterci le mani sopra. Quello che ci importa, che ci deve importare, sono i fatti, ed i fatti dimostrano la grande scollatura che esiste tra le intenzioni dei vertici, ad ogni livello, e la passione e le speranze della base associativa. Non si gestisce così, con le mani sotto il tavolo, l’associazione di volontariato più grande d’Italia, la Croce Rossa è un’altra cosa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi