Croce Rossa: dal braccio di ferro alla rissa.

Invece di aprire il dialogo Rocca cerca la rissa con le Crocerossine per evidente mancanza di argomenti e urgente necessità di appiattire le Componenti. Nulla va bene, ogni scusa è buona per sanzionare, reprimere e comprimere.

 

C’è un disegno, indubbiamente c’è un disegno e non ‘entrano nulla i gradi, non c’entrano nulla le nomine, gli emendamenti, gli impieghi e gli accasermamenti. C’è un disegno che tende a mettere in un angolo i Corpi Ausiliari della Croce Rossa Italiana a tutto vantaggio della componente dei Volontari. C’è un attacco in corso e questo scontro si concretizza con l’aggressione che le Crocerossine subiscono quotidianamente in tutt’Italia e poi con le continue pressioni, dirette e trasversali, che vengono attuate sul vertice del Corpo, l’Ispettrice Monica Dialuce.

Non si risparmiano nemmeno i livelli intermedi; a nord come al sud, le Sorelle vengono confinate in ristretti spazi, vengono impedite riunioni, si minacciano sanzioni per iniziative di formazione e partecipazioni a cerimonie. L’ultimo episodio, gravissimo, riguarda la lettera che il Presidente nazionale Francesco Rocca ha voluto indirizzare a tutte le Sorelle italiane, piena di attacchi nei confronti del loro Vertice istituzionale, vera e propria dichiarazione di chiusura, di rifiuto di ogni dialogo.

Fa sorridere il contenuto di un atto falsamente cortese e pieno d’insulti, fa sorridere innanzitutto per la forma scelta. Alle Sorelle è praticamente impedito di rivolgersi al presidente scrivendo sul sito istituzionale di Cri, cosa che invece il Presidente, come ne fosse il padrone, fa tranquillamente. Ipocrisia allo stato puro è quella che fa parlare chi dice di volere, ad ogni livello, il dialogo tra il Presidente del Comitato e l’Ispettrice di riferimento e poi alza muri e non apre nessun tavolo nei confronti del vero Vertice delle Crocerossine né ascolta le istanze della base, che si sente continuamente sotto osservazione e sotto minaccia di provvedimento disciplinare, ostaggio di un braccio di ferro tanto estenuante quanto immotivato. Le deleghe, confermate a chi secondo Legge ne ha diritto addirittura in  assemblea nazionale, non sono mai state attribuite e le facoltà di condivisione circa l’individuazione delle Ispettrici da parte dei Presidenti dei Comitati dove risultano incardinati gli Ispettorati delle Sorelle assomigliano sempre di più a privilegi di imposizione e scelta, in barba alle norme.

Lo stesso provvedimento sui gradi non ha alcuna ragione di essere stato emesso, peraltro in carenza di potere, se non come dimostrazione di forza ed ulteriore vessazione nei confronti di un Corpo sempre in prima linea, le cui socie a norma del regolamento interno non hanno mai potuto percepire alcun tipo di retribuzione, a differenza degli altri Volontari, nemmeno in questa nuova Croce Rossa il cui genotipo assomiglia sempre di più ad un modello aziendale nordcoreano.

La polemica sulla Fondazione, poi, è assolutamente sterile. Il Ministero della Difesa sapeva benissimo che l’emendamento non sarebbe stato fatto proseguire in quanto, a mente di una storica sentenza della Corte Costituzionale, i testi normativi possono essere emendati soltanto con riferimento al medesimo argomento dell’intestazione del provvedimento che si vuole emendare, e l’oggetto di questo intervento in corsa era fuori dalla propria delega. Ma lo stesso il Ministro Pinotti ha voluto lasciare traccia di se, soprattutto nel rimarcare che a distanza di cinque anni, proprio la Croce Rossa presieduta dal 2008 da Rocca sul tema Fondazione è stata inerte, e questa sottolineatura è stata fatta con la penna rossa, in un documento che rimarrà agli atti.

In effetti dieci anni di guida della Cri sono passati in un attimo ed il presidente Rocca, oltre ad applicare il riordino voluto dal Governo, ad eliminare le Componenti ed a vestire tutti di rosso non ha lasciato tracce che non fossero provvedimenti disciplinari, più da presidente di tribunale che da “pater” di una fetta importante e nobile della Società italiana. In questo momento ha due pensieri fissi: la Federazione Internazionale e le Crocerossine. Due pensieri inconciliabili ed allo stesso tempo incancellabili; ce lo posiamo immaginare attento tutto il giorno a trovare l’inghippo, il cavillo, la magagna che gli consenta di ridurre, dopo la spazzolata all’interno del Corpo Militare, la Croce Rossa ad un’unica Componente, magari interamente retribuita, tanto da poter saldare con il salario quel burrone che separa il suo fortino di pietra dalle praterie dove i veri Volontari ancora tengono alta la bandiera ed indossano con orgoglio ognuno la propria uniforme.

Per quanto mi riguarda potrebbe dedicarsi a ben altro, ci sono centinaia di problemi che affliggono l’associazione di volontariato più grande d’Italia e può stare tranquillo: le Crocerossine non si faranno mai comprare, perche la Croce Rossa è un’altra cosa.  

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi