Croce Rossa: l’accanimento serve a conservare il privilegio.

Probabilmente bisognerà farsene una ragione, il rispetto delle regole non fa parte del corollario dei tanto sbandierati Sette Principi. Lo dovevamo aver capito già dalla proposizione del regolamento elettorale, dove chi avesse vinto anche per un solo voto in più dei concorrenti poteva prendersi ogni poltrona del Consiglio direttivo e fare il proprio comodo fino alla prossima tornata elettorale.

Perché il problema è proprio questo; mentre si sbandierano Principi, si inneggiano alle migliori libertà ed a tutti i diritti, umani e disumani, dentro casa propria si fa carne di porco di ogni cosa. Non esiste una possibilità di confronto tra soci e di impulso, di veicolare istanze ed idee tra la base ed i vertici. Questi ultimi sono sempre più sordi ed i famosi canali di comunicazione non esistono né sono mai stati previsti nella pur ingente codificazione interna.

Questo ambiente, ostile e refrattario ad ogni istanza e ad ogni confronto, non nasce per caso ma è funzionale ad un tipo di governo che hai i suoi scopi, non esplicitati ma ben definiti, si nutre di consenso drogato e seda ogni velleità o curiosità dei soci attraverso un sistema repressivo arcaico ed illegale che non ha evidentemente funzioni di regolazione delle esuberanze di qualcuno ma è auto protettivo di privilegi mai conquistati ma solo sottratti al controllo della maggioranza dei partecipanti all’Associazione di volontariato più grande d’Italia.

Tutto questo è semplicemente illegale, come suprema manifestazione d’illegalità e quella che vede i vertici, ai vari livelli, accanirsi contro i Volontari che chiedono trasparenza, che vogliono capire e non pagare solamente, che rappresentano quel pluralismo che in questa Croce Rossa è stato abolito per regolamento e mai sarà ripristinato, che tentano di remare contro il pensiero unico che è funzionale solo a garantire una governance inefficiente ed autoreferenziale, distante ornai anche da quel Governo che finanzia l’Associazione di volontariato più grande d’Italia con quasi 40 milioni di euro ma che non vuole più assistere.

Questo accanimento viene perpetrato attraverso il perseguimento di sanzioni disciplinari e giudiziarie assolutamente prive di fondamento, emesse al solo scopo di generare terrore. E lo scopo lo si evince quando le stesse vengono sbandierate ai quattro venti, in barba ad ogni principio e normativa sulla riservatezza dei dati personali, nel momento in cui vengono emesse e nulla si sa poi del corso, della piega che invece in maniera alternativa, inaspettata ma pi aderente alle leggi ed ai nostri regolamenti, queste vicende prendono. Potrei fare una lista di esempi ma sarebbero sempre troppo pochi, rispetto alla montagna di questioni, anche dolorose, che hanno segnato la nuovissima Croce Rossa Italiana, tre su tutti i casi Lo Zito, Gallistru e Caracciolo.

E’ una governance con problemi, forti, di identità, autorevolezza, e proprio in questo periodo di sopravvivenza quella che si accanisce contro chi alza la testa, contro chi chiede trasparenza e legalità. Intanto , un esempio su tutti, il famoso contrattino non è stato pubblicato e questo non è un problema della Croce Rossa ma stabilisce in maniera inequivocabile che il contegno sottostante al contrattino, ed a tutti i contrattini collegati ad esso, è connotato da qualcosa di indicibile, qualcosa di cui ci si debba vergognare. Ecco a cosa serve l’accanimento sanzionatorio, a coprire queste immonde vergogne e ad assicurare la continuazione di un’attività associativa opaca e discutibile, fatta da pochi, pochissimi privilegiati, contro il resto dei Volontari, onesti, capaci, disponibili e trasparenti, loro soli la vera identità di questa Associazione.

Perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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Un commento

  1. Stai in fissa con sto contratto! Perché non pubblichi il tuo???

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