Un selfie non si lascia la povertà alle spalle.

 

Due modi di reagire davanti a condizioni di vita sempre più miserabili.

Ci deve essere una relazione spettacolare tra il cuore, la sensibilità insomma, dei poliziotti, carabinieri o finanzieri che siano e tutto il resto del personale addetto alla sicurezza negli esercizi commerciali. Questi ultimi fermano spesso taccheggiatori. Si tratta il più delle volte di persone indigenti, anziano con pensioni da fame, che proprio per fame o per togliersi piccoli sfizi rubacchiano dagli scaffali.

L’ultimo caso è quello di ieri, quando una donna di 91 anni è entrata in un supermercato in un quartiere borghese di Roma e non ha saputo resistere alla tentazione di infilarsi un profumino nella borsetta, non avendo il denaro necessario per togliersi, nella maniera ordinaria, lo sfizio. Qualche tempo fa si era trattato di un pacco di cioccolatini, un paio di salsicce o di calze, qualche arancia e così via.

Pizzicata sul fatto, in flagranza come sarà scritto sul verbale poco dopo ha la sua mezz’ora di notorietà perché la sicurezza del negozio la blocca e chiama la Polizia. Gli agenti intervenuti sul posto pagano il conto di tasca loro e si sparano il rituale selfie con la vecchina. Due pesi e due misure quindi, con i bodyguard del negozio a fare, appunto, la guardia al tesoro del loro padrone e gli agenti che invece possono tirare fuori la banconota e festeggiare il regalo al malcapitato di turno.

Complice la crisi, notizie del genere se ne leggono sempre più spesso mentre magari non conosciamo del medesimo comportamento tenuto dal titolare del negozio o dal commesso o agente in servizio antitaccheggio che appunto colgono sul fatto un bisognoso e gli comprano la spesa e sono portato a pensare che anche questi siano casi molto frequenti. Ci sono quindi due tipi di visibilità, due predisposizioni sentimentali, due modi di affrontare lo stesso problema. Uno molto vistoso e l’altro più silente, dignitoso. Perché probabilmente alla vecchina che aveva il desiderio di comprarsi un piccolo profumo non ha fatto nemmeno tanto piacere essere sbattuta in pagina a causa del selfie degli agenti e del chiasso mediatico che è riuscita a procurarsi

.

E’ sola nella sua quasi indigenza e da sola anche nel suo sentimento, quello stesso sentimento che ha vinto sulla vergogna di commettere un pur lieve reato, sopraffatta dal bisogno. Il periodo in cui stiamo vivendo ci costringe a che a cambiare il metro di giudizio morale che ci ha condotto finora. A tante piccole ingiustizie si aggiunge anche questa grande prepotenza, questa differenza in una solerte esteriorità, e non sempre arriverà la pattuglia pronta a toglierci d’impaccio, mano al portafoglio.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi