Croce Rossa: si può ricominciare, uniti.

I Principi non sono nulla senza i Valori. La Croce Rossa è nata con le braccia dei Volontari ma adesso è sfuggita dalle loro mani.

 

Da qualsiasi parte si voglia guardare questo non è un gioco a perdere. L’ho sempre detto, non esistono persone buone per tutte le stagioni e quella che la Croce Rossa Italiana sta attraversando ora è una stagione veramente buia. L’Istituzione creata con le braccia dei volontari non è più nelle loro mani e nulla riesce a provare il contrario.

Che senso hanno ordinanze su ordinanze, spesso contraddittorie ma tutte a carattere estremisticamente vessatorio, se non servono marcare il territorio, a dimostrare che in fondo ed in barba ad ogni questione c’è un uomo solo al comando pronto a scagliare le sue saette mortali contro chiunque gli si pari davanti senza doverle nemmeno motivare. L’altro giorno vi ho fatto tre esempi, quelli di Gallistru, Lo Zito e Caracciolo ma potevo parlare di Monorchio, come della Calabria, ora in fiamme a causa delle reazioni a provvedimenti assolutamente ingiusti ed immotivati assunti, come al solito, senza potere né adeguata motivazione. E’ un mondo, quello dell’associazione di volontariato più grande d’Italia, che si sta stravolgendo e consumando.

E questa governance non può gioire di nulla perché i risultati di un’azione di governo ormai quasi decennale non si vedono né si avvertono mentre sono palesi i problemi e le insuperabili fratture nate da personalismi che tutti avrebbero ben potuto evitare. Eppure basterebbe veramente poco per cambiare le carte in tavola ed accelerare il traghettamento di un’antica istituzione verso il nuovo millennio.

Bisognerebbe innanzitutto applicare alla lettera ogni regolamento fin’ora approvato, tralasciando le interpretazioni e le valutazioni caso per caso che non fanno altro che far perdere di autorevolezza a chi le f ed agli organi istituzionali chiamati a scrivere le norme ed a farle applicare.

Sarebbe opportuno poi esercitare una vera rivoluzione in ordine alla trasparenza degli atti e dei procedimenti interni. I Volontari devono conoscere ogni cosa che li riguardi. Non è più possibile nascondere atti e documenti solo perché celano interessi altrui. Naturalmente l’esempio lampante vola al contrattino del Segretario Generale ma anche le procedure di assunzione, i nominativi dei nuovissimi dipendenti Cri e le loro retribuzioni, gli acquisti e le forniture sono segreti che non hanno scopo , se non quello di tutelare posizioni ed iniziative di comodo, e questo è un costume, anzi un malcostume, che deve finire.

Da ultimo è necessario che cessi la gestione dell’Associazione su un’unica rotaia, quella della Componente dei Volontari. L’Associazione nazionale per statuto è basata su tre Componenti ed anche le Componenti ausiliarie alle FFAA hanno necessità di dignità, rispetto e spazi dove poter svolgere la loro formazione, la loro vita associativa e da dove poter recare il loro contributo alle attività associative.

E’ una ricetta, questa, di semplice applicazione, immediata, facile, risolutiva. Chi non ha interesse ad applicarla ci potrà raccontare, con la solita vocina da imbonitore di fiera paesana, quale sciroppo miracoloso ci possa propinare ma non sa dirci altro, non ci convince più e si è visto proprio qualche giorno fa, confinato in un ruolo da badante che gli sta strettissimo e lo umilia. Di tempo ne è rimasto veramente poco, la fine dell’anno si avvicina clamorosamente ed anche i Volontari, quelli veri, si cominciano a scocciare, non comprendono più la loro esclusione da questa piccola porzione di società italiana che va alla deriva. Nuvole nere si affacciano all’orizzonte, dobbiamo fare in modo che non si bagni nessuno e che nessuno resti indietro, che l’Istituzione rimanga salda con i suoi Principi mai scollegati ai suoi Valori, indipendentemente dalle sorti di chi la dirige o dirigerà. Perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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