Croce Rossa: Ventimiglia è un problema del CAS

 

I commissariamenti dei Comitati sono provvedimenti straordinari; in questa Croce Rossa invece assieme alle rimozioni ed alle radiazioni sono la normalità.

Ventimiglia è una frontiera, non solo geografica e politica, ma per noi di Croce Rossa è la frontiera della nostra attività umanitaria quotidiana. Li come nel sud del paese, c’è un’emergenza continua e le persone che premono sui confini dell’Europa sperando in una vita migliore di quella che hanno lasciato devono avere risposte immediate, efficaci, continue e sicure.

Proprio durante quest’emergenza al Comitato di Ventimiglia è “saltato” il Presidente, non sfiduciato dal suo consiglio direttivo, non messo all’angolo dai Volontari che lo avevano eletto ma rimosso da Roma, da quel vertice che si è sperticato a dichiarare la non ingerenza nelle questioni di politica locale, l’ assoluta autonomia gestionale e l’indipendenza “reale” dei vertici locali da tutto il sistema di Croce Rossa Italiana. E invece pare che i vertici siano indipendenti solo quando sono allineati e funzionali ad un disegno che parte da Roma ma che nessuno ha mai effettivamente spiegato a chiare lettere, spingendosi fino al più remoto dei nostri territorio, al più sperduto paesino dove sul vecchio campanile ancora sventola la bandiera bianca con la croce rossa al centro.

Non conosco le ragioni del provvedimento ma lo immagino emesso quasi sicuramente su istanza del presidente regionale della Liguria senza che il direttivo del Comitato di Ventimiglia abbia mai potuto esprimersi in contraddittorio, nemmeno con il Presidente nazionale firmatario dell’atto, un po’ come sta capitando a qualche Ispettrice delle Crocerossine non più gradita allo stesso vertice che l’ha nominata. Immagino anche, vista la tempistica con la quale è stato nominato un Commissario, qualche cosa ci possa entrare anche la vicenda del CAS, il centro di accoglienza straordinario che si stava per aprire nell’immobile di Cri di via Discesa Marina e che, con il consenso della Prefettura di Imperia, sarà gestito probabilmente in regime di convenzione direttamente con Roma.

Le mie naturalmente sono tutte considerazioni personali, fatte come si dice a bocce ferme; anzi, se qualcuno avesse migliori elementi di valutazione è pregato di metterceli a disposizione, perché non è possibile credere ad un commissariamento, peraltro nella persona del Presidente del Comitato adiacente che già ha ricevuto l’esodo di un buon gruppo di Volontari, giustificato dal ritardo di qualche giorno nel periodo pasquale della retribuzione di una dozzina di dipendenti peraltro funzionali ad attività gestite direttamente dallo stesso Comitato regionale che ha fatto la proposta di annientamento dei vertici “ostili”, quando altri Comitati fanno registrare ritardi ben più gravi nel pagamento delle spettanze ai loro dipendenti.

Comprendo anche perfettamente come certi “panni sporchi” debbano essere per forza di cose lavati in famiglia ma ritengo anche che di fronte a certe procedure sommarie tutta la ancora grande platea dei Volontari veri debba sapere per comprendere e poi giudicare. Debba sapere che l’istituto del commissariamento era utile ad un Ente Pubblico che in maniera centrale ed accentrata gestiva un unico soggetto con le sue articolazioni locali. Oggi il nuovo orizzonte dovrebbe darci altre rotte da percorrere, la politica associativa dovrebbe essere improntata al dialogo, dovrebbero esserci momenti di costruzione comune. Invece si amministra una giustizia sommaria a colpi di commissariamenti, radiazioni e destituzioni, una giustizia finalizzata sempre ad altro che non sia il bene della Croce Rossa, funzionale a colpire, controllare e reprimere piuttosto che ad espandere, sviluppare, costruire.

Con che faccia i nostri amati vertici ci vengono ad imporre i loro provvedimenti, gli stessi vertici che occultano documenti, che raccontano altro in risposta alle nostre legittime domande, che non vogliono fari sapere come impiegano i nostri soldi, chi assumono e quanto ci costi, cosa ci sia scritto sul contratto del Segretario Generale e quanto paghiamo per la sua orchestrina, quanto è costata la kermesse, abbastanza sottotono, di Solferino? Se queste domande rimarranno senza risposta, come credo, che valore possono avere ancora le radiazioni, le destituzioni, i commissariamenti?

Lasciamoli giocare, ancora per poco, perché voi sapete bene che la Croce Rossa è un’altra cosa.

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