Croce Rossa: i 5Stelle a tenaglia su Mineo

Sia alla Camera che al Senato i parlamentari 5Stelle vogliono fare chiarezza sulla gestione dell’appalto milionario al CARA di Mineo e sugli appalti del Comitato di Catania. Attendiamo le risposte al Ministro della Salute

 

E’ Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle la deputata che sta mettendo in subbuglio il torpore estivo della Croce Rossa Italiana. Con un’interrogazione parlamentare presentata come prima firmataria e che potete, come nostro costume, leggere a questo link, riprende l’inchiesta sviluppata dai colleghi del sito SUDPRESS sulla gestione del Comitato Cri di Catania e su altre vicende che ne girano intorno.

Dell’inchiesta di SUDPRESS non abbiamo mai parlato perché abbiamo preferito lasciare ai colleghi siciliani la massima libertà di azione senza le interferenze che le sovrapposizioni possono portare. Però di argomenti ne sono stati tirati fuori, sia nel primo articolo che nel secondo. Ci sono zone d’ombra, nella gestione della Croce Rossa Italiana, che in pochi hanno il coraggio e la dignità di svelare, forse i pochi che non hanno mai avuto interessi a riguardo, che non hanno nulla da dividere ne piattini in cui fare la scarpetta. E che piattini, visto che nell’interrogazione, come già negli articoli, si parla di cifre assolutamente rilevanti.

Recita infatti l’interrogazione C5/11692:

il giornale on-line www.sudpress.it del 20 giugno 2017, ha pubblicato un articolo: «Croce Rossa Catania tra giri milionari, carte prepagate, forniture misteriose, appalti prorogati, assunzioni, nomine e stipendi record» ha descritto la situazione della Croce Rossa italiana di Catania; in particolare ha segnalato: 
    a) la Cri di Catania è parte dell’associazione temporanea d’impresa che gestisce l’appalto (commissariato) per i servizi al Cara di Mineo; alcune imprese di tale associazione sono finite nell’inchiesta di Mafia Capitale; 
    b) la Croce rossa di Catania, nel periodo tra marzo 2015 – aprile 2017, ha incassato per il Cara di Mineo 4 milioni 612 mila euro; 
    c) un altro affare rilevante riguarda la gestione del primo soccorso presso l’aeroporto di Catania, per il quale, nello stesso periodo, la Cri di Catania ha ottenuto 1 milione e 111 mila euro; singolare che questo appalto sia scaduto agli inizi del 2016, gara bandita e poi annullata nell’aprile 2016, con il risultato che, da oltre un anno, questo servizio sia ancora gestito in proroga dalla Croce rossa; 
   il giornale on-line www.sudpress.it – continua la sua inchiesta sulla Croce rossa di Catania con un altro articolo del 23 giugno 2017, che in particolare si sofferma: 
     1) su alcuni acquisti legati alle forniture; 
     2) sulla natura del rapporto di lavoro dei medici impiegati dalla Croce Rossa di Catania nel pronto soccorso dell’aeroporto di Catania –: 
   di quali elementi disponga il Governo, per quanto di competenza, in merito all’organigramma del personale, alle mansioni assegnate e alle retribuzioni annesse per le attività del Comitato provinciale di Catania della Cri riguardanti il Cara di Mineo e per quelle relative al primo soccorso dell’aeroporto di Catania, al fine di verificare se siano state realizzate a norma di legge le attività d’interesse pubblico di competenza della Cri etnea; 
   se sia a conoscenza dello stato dei bilanci degli ultimi 5 anni della Cri di Catania; 
   se intenda verificare, per quanto di competenza, se le assunzioni dei medici impiegati nei servizi sopra richiamati curati dalla Croce rossa di Catania, rispettino la normativa vigente; 
   di quali elementi disponga circa i compiti istituzionali e il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle normative vigenti da parte della Croce rossa di Catania

I ministeri interrogati sono stati quelli di Salute, Interno, Infrastrutture e Trasporti che hanno delegato già dal 28 giugno scorso a rispondere il Ministero della Salute. Proprio dal dicastero, e specificamente da parte della Direzione Generale della Vigilanza sugli Enti, è giunta a Croce Rossa Italiana la richiesta di un’approfondita relazione per consentire al Ministro Lorenzin di rispondere a tono anche perché con un altra interrogazione che potete scaricare a questo link, proprio il Movimento 5 Stelle attraverso i parlamentari Giarrusso, Taverna e Catalfo partendo dal presupposto degli stessi articoli chiedono di sapere:

S3/03840se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se, nei limiti delle proprie competenze, intenda richiedere al consiglio direttivo nazionale della Croce rossa italiana notizie in merito all’organigramma del personale, alle mansioni assegnate e alle retribuzioni annesse per le attività del comitato provinciale di Catania, riguardanti il CARA di Mineo e per quelle relative al primo soccorso dell’aeroporto di Catania, al fine di verificare se siano state realizzate a norma di legge le attività d’interesse pubblico di competenza della CRI etnea;

se sia a conoscenza dello stato dei bilanci degli ultimi 5 anni della CRI di Catania;

se le assunzioni dei medici impiegati nei vari servizi curati dalla Croce rossa di Catania siano conformi alla normativa vigente;

se intenda inoltre richiedere al consiglio direttivo nazionale notizie in merito ai compiti istituzionali e al raggiungimento degli obiettivi previsti dalle normative vigenti da parte della Croce Rossa di Catania”.

Insomma pare che anche la politica si sia svegliata dall’antico torpore e che i riflettori accesi sulla gestione del Comitato di Catania in relazione ai servizi sul CARA di Mineo e dei soccorsi aeroportuali facciano a breve altre vittime eccellenti. Si racconta infatti che le Crocerossine, impegnate da anni nei servizi d’Istituto presso il CARA in maniera assolutamente gratuita e volontaristica, non abbiano più interesse a partecipare alle somministrazioni relative ad un contratto d’appalto milionario, del quale se possono condividere gli scopi ideali, sicuramente sono lontane da tutto il caos che ne sta derivando.

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Un commento

  1. […] riflettori accesi sulla gestione […] […] dei soccorsi aeroportuali […] dovrebbero farsi anche spiegare che fine hanno fatto i militari vincitori del concorso indetto con Decreto Ministero della Sanità 12 febbraio 1988 presi proprio per le esigenze dei porti e aeroporti… ah… sì… lo so. Sono stati congedati, messi in mobilità e buttati nelle riserve dei ministeri…

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