Croce Rossa: le regole, strane, di R.

I Comitati sono autonomi solo quando devono pagare. Per il resto c’è un grande occhio che tutto vede e tutto sa, che mette le mani in tasca e spinge fuori a piacimento.

 

Oggi alla Consulta nazionale si consumerà l’ennesima prepotenza, un ulteriore passo verso l‘abolizione di qualsiasi meccanismo di controllo e gestione paritaria dei rapporti all’interno dell’Associazione. Tutto questo avverrà con la complicità dei Presidenti regionali Cri ormai depotenziati da una valanga di norme e regolamenti come al solito applicati ai nemici ed interpretati per gli amici.

Nel dettaglio si chiederà di approvare la variazione relativa al regolamento del Collegio disciplinare nazionale, organo di ultima istanza per i volontari e “giudice naturale” dei dirigenti dell’Associazione a qualsiasi livello. Vi avevo già raccontato dell’inutile elezione, avvenuta in spregio dei regolamenti nel corso di un’assemblea nazionale. Inutile perché, facendo riferimento al modo con il quale le norme interne vengono scavalcate meglio degli ostacoli al concorso ippico, invece che raccogliere le candidature in assemblea e sottoporle al voto segreto dei convenuti, si votò “per acclamazione” una lista bloccata preconfezionata dal Consiglio Direttivo nazionale.

Questo confezionamento artigianale del plotone d’esecuzione dei Presidenti dissidenti rende insanabilmente nullo ogni procedimento che questo Collegio avrà il destro di istruire. Naturalmente la fantasia e la creatività del Consiglio Direttivo della Cri tentano con una postilla di mettere una pezza all’ennesimo errore di gestione dell’Associazione di volontariato, sapendo bene che ogni modifica ad un regolamento disciplinare fatta in corsa è radicalmente nulla e trascina nella nullità ogni atto che questi signori avranno il piacere di compiere. Il Collegio va destituito e ne va eletto un altro, in maniera conforme allo statuto, ai regolamenti ed alla legge, altro Collegio nel quale i membri appena nominati non potranno partecipare. Ogni altra statuizione, come la stessa prosecuzione dell’organo, sarà contro legge.

Con la medesima finalità, cioè quella di esercitare un controllo autoritario, illegittimo e assolutamente vessatorio, ci si appresta a far approvare la bozza di un regolamento, l’ennesimo, che disciplinerà le ispezioni ed il controllo sui Comitati. Sarà l’unico vero strumento di coercizione nei confronti dei Presidenti che potranno essere destituiti sulla base di eccezioni pretestuose alla loro attività. Bisogna tenere in mente l‘articolo 29 dello Statuto di ogni Comitato, quello sul commissariamento per capire come si possa commissariare un comitato per la semplice ragione della non ottemperanza, ad esempio, dello stesso alla strategia associativa di cui all’articolo 1 del decreto 178. In soldoni il Comitato che non esercitasse la propria attività nella cooperazione internazionale o che non facesse arruolamenti di militari o crocerossine sarebbe all’improvviso inadempiente e potrebbe essere spianato.

La cosa più divertente di tutte è che si chiede, dall’alto, una efficienza ed una trasparenza che invece verso il basso non si rende, che il Comitato nazionale e quello regionale possono ispezionare a piacimento gli altri Comitati, che invece non hanno diritto ad ottenere documenti e notizie dai primi due. Un esempio su tutti, il solito, riguarda i contrattini ed i costi del cd. Segretariato Generale, segreto cosmico del quale nessuno di noi ha la caratura morale giusta per essere messo a conoscenza. E la chiave logica in tutto questo si definisce con due sole parole, egemonia e prevaricazione operata senza ritegno alcuno in danno del sentimento principale che lega decine di migliaia di Volontari in tutt’Italia ed è la dedizione assoluta ai Principi ed ai Valori del Movimento di Croce Rossa, indipendentemente dalle quotidiane prepotenze commesse da chiunque pensi di essere diverso dagli altri ed invece è solo un presuntuoso. Ne conosciamo tanti.

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