Croce Rossa: ripartono le vendite, via libera alla trattativa privata

Dopo tanta attesa partorito il regolamento che da la possibilità di procedere alla trattativa privata per liquidare l’ingente patrimonio dell’Ente.

 

L’anno scorso, circa in questo periodo, approvavano l’elenco con la consistenza del patrimonio immobiliare della vecchia Croce Rossa Italiana. Piano piano, senza fretta e senza correre, poco prima delle ferie agostane il Comitato dell’Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana ha approvato anche il regolamento per le vendite dei cespiti che possono portare soldi freschi.

La novità nello strumento che potrebbe sembrar inutile, visto che altre cessioni nel frattempo, nel lunghissimo periodo di quasi cinque anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo di riordino, sono avvenute, le novità del regolamento, dicevo, sono poche ma importantissime. Si stabilisce che le aste passeranno attraverso il sistema del notariato italiano, e che questo passaggio, se infruttuoso, darà il via alla libera collocazione a trattativa privata degli immobili sul mercato.

Siamo stati praticamente anni con il cerino in mano e quando la fiamma sta arrivando ai polpastrelli proviamo a spegnerla. Perché il fiammifero scotta veramente, adesso, si sta avvicinando il termine di esistenza in vita dell’Ente strumentale cosa potrebbe succedere ve l’ho già raccontato. E’ una cosa che spaventa tante persone, la confusione del patrimonio della neonata Associazione della Croce Rossa Italiana con le attività dell’Ente, tra cui gli immobili, e con i tantissimi e milionari debiti, certificati dalla procedura di liquidazione a cui capo è stato collocato l’inossidabile Francesco Rocca. Questa confusione impatterebbe in maniera pazzesca ed incontrollata sulla stessa operatività dell’Associazione nazionale Cri di fatto paralizzandola, ma ne ho già a ampiamente parlato.

Adesso si tratta di dare una smossa, e che smossa, a questo ingente patrimonio. Sono ben 1.506 cespiti catastali e stanno li, aspettando da cinque anni di essere sottratti alla fruizione dei soci di Cri e delle famiglie che dall’Associazione di volontariato più grande d’Italia vengono sostenute ed aiutate per trasformarsi nel tappo che dovrà chiudere una delle falle epocali nella storia della cattiva gestione dei fondi pubblici nazionali.

Si sa, gli affari migliori si fanno quando c’è confusione e sotto il nostro cielo di confusione ce ne sta ancora troppa. Il regolamento è stato approvato, venghino Signori, venghino.

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