Croce Rossa: fuori i Corpi Ausiliari dalle commissioni di disciplina.

La confusione tra due sistemi sanzionatori differenti alimenta la possibilità di abusi di diritto a scopo persecutorio, minando l’autonomia delle Componenti.

Alcuni tra i Volontari della Croce Rossa Italiana sono volontari particolari, diversi da tutti i volontari italiani. Diversi perché solo loro giurano “di essere fedeli alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le Leggi” e tutto il resto. Perché soli, tra tutti i volontari italiani, considerano l’Estremo Sacrificio, quello della propria vita, come ordinario adempimento del proprio Dovere. Perché costituiscono le forze di completamento degli assetti logistico-sanitari delle Forze Armate nazionali, lavorando a fianco dei loro colleghi professionalizzati ma senza percepire alcun compenso. Perché volontariamente si sottopongono agli usi di guerra, alle Leggi ed ai regolamenti militari.

Proprio questo, del soggiacere ai regolamenti militari, distingue il procedimento sanzionatorio disciplinare di questo settore del volontariato, quello dei Corpi Ausiliari alle Forze Armate della Croce Rossa Italiana. Il sistema disciplinare delle Crocerossine viene governato e gestito dal loro Ufficio Direttivo Centrale mentre per gli appartenenti al Corpo Militare Volontario il doppio regime delle sanzioni di Corpo e di Stato viene amministrato e regolato dal Comandante di Corpo. Qualche incolto buontempone vorrebbe, al fine esclusivo di esercitare un dominio assoluto sulle Componenti tutte di Croce Rossa Italiana e minarne la tenuta interna, assoggettare le Componenti ausiliarie ad una doppia giurisdizione disciplinare allo scopo di ottenere, attraverso un procedimento duplicabile all’infinito, l’emanazione di sentenze di colpevolezza preconfezionate, processando in rapida successione i soci di queste particolari componenti prima davanti ad una Corte e poi di fronte all’altra, all’infinito, fino a quando quel particolare sentimento di oscena legalità giunga al risultato voluto, a costo di duplicazione di attribuzioni, confusione di giurisdizione e conflitti di giudicato, a danno dell’integrità dell’Istituzione e della sua reputazione.

Questa patologia regolamentare dovrà comunque trovare presto una definizione perché costituisce un vero e proprio illecito e perché le statuizioni dei collegi disciplinari nei confronti dei Volontari appartenenti ai Corpi Ausiliari Cri non hanno, per Legge, alcun effetto. Nell’attesa della presa d’atto e dell’ulteriore migliore specifica, da parte degli organi competenti, di questa grave irregolarità sarebbe opportuno che nei costituendi consessi disciplinari regionali non prendessero parte i Volontari militari. Come non è possibile per i soci della componente Volontari di Cri partecipare ai procedimenti disciplinari dei soci dei Corpi Ausiliari, nella stessa maniera non è utile, legale ed opportuno, per rispetto e reciprocità, che i soci dei Corpi Ausiliari possano intervenire ed interferire nelle questioni disciplinari della componente dei Volontari.

E’ una questione, ripeto, di opportunità, di legittimità, di regolarità e soprattutto di stile. Perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi