Croce Rossa: comunque vada, sarà un successo.

Gli emendamenti presentati da un plotoncino di senatori sul tavolo della Commissione Bilancio in queste ore, decisive, per il riassetto della Croce Rossa Italiana.

 

Ieri dopo pranzo guardavo distratto la televisione e sentivo Lucia Annunziata parlare di un’organizzazione non trasparente, dove bilanci, spese e stipendi sono sconosciuti agli stessi aderenti, dove si candidano pregiudicati, dove le questioni di opportunità generali vengono seppellite dietro gli interessi personali. Alzo il volume perché credevo si parlasse della nostra Croce Rossa Italiana ed invece aveva in studio CasaPound. La confusione è rimasta, però, lasciando in bocca un sapore amaro.

Forse proprio per rimediare alla confusione che ancora oggi, a distanza di anni dalla svalvolante operazione che si era voluto chiamare “riordino” ed invece è stata di mera demolizione dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia, un plotone di Senatori della Repubblica ha depositato un mazzetto di emendamenti al decreto legge che il Governo ha approvato lo scorso 16 ottobre e di cui vi ho già raccontato.

Fa piacere che tanti parlamentari si interessino finalmente alla nostra Croce Rossa e lo facciano per modificare e non per sanzionare. Qualcuno ha definito questa operazione un inutile “amarcord” ma se proviamo a togliere al discorso la tara dei beneamati fatti loro che questi signori si sono fatti per anni all’interno della Cri ed ancora continuano a fare otteniamo un bel nulla , vuoto come certi discorsi che continuano a ripetere a macchinetta.

Se volete andare a leggere gli emendamenti, in queste ore sul tavolo della Commissione Bilancio del Senato potete scoprire che c’è qualcuno che vuole il ritorno di colpo alla struttura dell’Ente Pubblico come in molti l’abbiamo conosciuta ed apprezzata. Altri cercano di correggere le storture di questi ultimi anni attraverso una struttura ibrida ed una gestione commissariale affidata non al solito nominato dalla politica ma ad un funzionario dello Stato di grado apicale.

Saranno circa una quarantina i Senatori che hanno perso tempo a scrivere, presentare ed a discutere gli emendamenti, una fetta significativa della popolazione parlamentare, conscia del fatto che una fetta della società italiana che ha compiti nobili ed importanti nella sussidiarietà sociale nazionale non può diventare un’impresa come un qualsiasi supermarket, non può essere lasciata in mano di chi gestisce il consenso a colpi di martello, non può rischiare di fallire come l’autolavaggio sotto casa.

Mercoledì il decreto legge sarà in aula al Senato e i giochi saranno fatti. In ogni caso un nostro grato pensiero va ai parlamentari che hanno speso il loro tempo nel tentativo di indirizzare verso il meglio una folle corsa, va a chi ha capito che la Croce Rossa è un’altra cosa.

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