Croce Rossa: la speranza siamo noi

La Croce Rossa creata dalle braccia dei Volontari deve tornare nelle loro mani. L’Azienda che ha preso il posto della nostra Cri genera vulnerabilità in maniera sconsiderata.

 

Due righe, solo due righe che possono diventare anche dodici, per sorvolare un anno difficile per noi Volontari e per la nostra meravigliosa Associazione, difficile e complesso dove più che a cambiamenti abbiamo potuto assistere a stravolgimenti, i soliti cambi di carte in tavola mentre poche persone gestiscono e mischiano il mazzo a loro piacimento, naturalmente con le mani sotto il tavolo.

Una buona notizia, prima di tutto. Stiano crescendo numericamente e culturalmente. Il pensiero unico, il mainstream che dominava l’Associazione di Volontariato più grande d’Italia comincia a far vedere i propri limiti. Molti Volontari, quelli veri, cominciano a porsi domande che non posso definire esistenziali ma che riguardano temi importanti: la gestione delle risorse, la trasparenza nell’Associazione, il rispetto delle persone, il riconoscimento dei ruoli e delle attività prestate, il diritto alla formazione ed alla crescita associativa, tutti temi che sembrano scontati ma che ruotano intorno a diritti che in Cri ancora non hanno trovato casa. Probabilmente il 2018 vedrà nascere ufficialmente in seno alla Cri proprio quella cosa che noi abbiamo chiamato “la Croce Rossa è un’altra cosa” con la forma che con alcuni amici più vicini stiamo studiando in ragione dei prossimi e molto fitti esperimenti elettorali interni.

La notizia cattiva è che mentre racconto di questa Associazione che si trasforma in Azienda invece di essere smentito raccolgo testimonianze sul fatto che sta diventando anche  un assumificio, fra l’altro di bassissimo livello. Selezioni di tipo manageriale finiscono per assegnare posizioni anche di rilievo ai soliti noti; se potessimo scorrere l’elenco degli assunti, cosa invece tenuta nascosta quasi fosse l’Arca dell’Alleanza o probabilmente proprio perché questa dinamica rappresenta il patti di alleanza di una classe dirigente che antepone l’interesse ad ogni altro Principio, potremmo scorgere tantissimi fratelli, in senso sanguineo, amici, compagni, figli e consorti che non hanno altre qualità che quelle anagrafiche e sociali. Se si riuscisse una volta per tutte a scoperchiare questa pentola, dopo il tanfo che ne verrebbe fuori ci troveremmo a capire il perché di tante cose, la necessità di qualcuno di marcare il territorio, sopprimere la curiosità di chi vuole sapere, arrivare a sfruttare cariche elettive per procurarsi una comoda pagnotta, lo squallore da regime del terzo mondo che è approdato ufficialmente in questa meravigliosa Associazione.

Ad un livello più basso potremmo anche constatare come vengano assunti e sottopagati soggetti con contratti a tempo talmente determinato che non si farebbe in tempo a registrarli che sono già terminati, con un turnover di bisognosi che mendica qualche giorno di lavoro proprio nell’Associazione che ha fatto dell’Umanità il suo principio fondamentale dimenticando i valori fondanti in nome di interessi di parte. Proprio la stessa associazione che a parole combatte le vulnerabilità altrui creandosele e sfruttandole in casa propria, Un fai da te che fa inorridire chiunque , difeso soltanto da certi personaggi con il culo al caldo che proprio sui bisogni della gente hanno creato una facile popolarità che sguazza nella mancanza assoluta di ogni trasparenza.

Quale augurio lasciarvi, amici miei, se non quello che l’Associazione creata in tre secoli di storia nazionale dalle braccia dei Volontari torni presto nelle loro mani, perché quelli che hanno deciso di lavare i panni sporchi, macchiati da loro stessi con il sudore dei Volontari, in Tribunale possano capire che in quei luoghi potranno difendere soltanto i loro interessi personali, che la trasparenza è un diritto come un diritto è il rispetto delle persone e dei Volontari. Che la Croce Rossa sia un altra cosa non glie lo dirò più, non vogliono sapere quello che Voi, quello che Noi sentiamo dentro.

Buon Anno amici mie, buon Anno a tutte le mie Sorelle ed a tutti i miei Fratelli, noi siamo la Croce Rossa Italiana e mai anteporremo i nostri interessi alle necessita dei vulnerabili, di tutti i vulnerabili.

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