Croce Rossa: confusione per Corpi Ausiliari, la Fondazione è al palo.

La tattica dei due pesi e delle due misure potrebbe nascondere una precisa strategia di annacquamento di risorse ed iniziative. Intanto la nascita della Fondazione si fa attendere. 

 

Nella Croce Rossa dei due pesi e delle due misure, delle norme interpretate per gli amici ed applicate rigidamente per i nemici non si parla più di Fondazione per i Corpi Ausiliari. Ce ne sarebbe bisogno, è prevista espressamente tra le righe del famoso decreto 178 del 2012 e serve a regolare l’esistenza delle due componenti ausiliarie alle Forze Armate nazionali che vivono, male , nella Cri. E’ lo snodo normativo che dovrebbe collegare un’Associazione di diritto privato a due Corpi che privati non possono essere e le cui prerogative sono di diritto pubblico, fatto più volte ribadito in ogni sede.

Il turbinio di interessi che regola la governance dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia non può non coinvolgere due organismi che sono nati al fianco dei Corpi ausiliari e qui la disparità di trattamento con cui si blandisce chiunque sia domestico ed allineato nei confronti dei vertici di Cri mentre si bastona il resto del mondo, è più evidente. Le due associazioni sono rispettivamente ACI ed ANMCRI.

La prima è l’Associazione delle Crocerossine d’Italia, che partita in sordina due anni fa sta consolidando la sua presenza su tutto il territorio nazionale. La specificità di questo sodalizio sta nel riunire le Crocerossine assieme a tutti i simpatizzanti di quello specifico mondo che per attitudine personale ( cioè per capirci la barba e la voce profonda ) o per altre ragioni non possono o non hanno potuto militare nel Corpo ma ne condividono principi, azioni ed ideali. L’attività principale si estrinseca nel settore della beneficenza anche attraverso apposite riunioni ed eventi. Questa cosa irrita i vertici di Cri che ne vedono una concorrenza sleale in un settore, quello della captazione dei fondi, che fa gola a tanti. Un blocco è stato posto considerando iscrivibili all’Associazione solo le Crocerossine che non sono in servizio attivo, blocco naturalmente non solo illegittimo ma anche non aderente ai principi costituzionali.

Diverso il trattamento per la nuova ANMCRI, l’associazione dei militari di Croce Rossa in congedo, nata nel 1994 e risorta dalle proprie ceneri qualche anno fa. Questa si sta letteralmente sostituendo alle strutture territoriali del Corpo Militare, sono i vertici locali di ANMCRI che organizzano riunioni e cerimonie, contattano e mobilitano i militari creando anche negli stessi soci del Corpo una confusione di attribuzioni e ruoli. Il divieto imposto alle Crocerossine non si applica ai militari quando invece in questo contesto calzerebbe benissimo. C’è un rischio, infatti, probabilmente già calcolato, che l’associazione, cosa nella cosa, vada ad annullare del tutto l’organizzazione di un Corpo ausiliario alle Forze Armate la cui esistenza è sancita da almeno due Leggi dello Stato e che di fatto potrebbe soccombere sotto questo nuovo mantello.

Se il decreto Legislativo 178/12 dice che i Corpi ausiliari Cri non possono essere gestiti direttamente dall’Associazione ma l’attività dovrà transitare attraverso una Fondazione di diritto pubblico, l’esistenza stessa di un sodalizio di congedati in un corpo costituito adesso di solo personale in congedo, a latere peraltro di un’Associazione di diritto privato, è un’aberrazione di diritto oltre che un controsenso giuridico ed una gravissima perdita di opportunità per il rilancio del Corpo Militare stesso.

Anzi, a guardare le cose con la lente d’ingrandimento, proprio la coesistenza del Corpo in congedo potrebbe soccombere domani stesso di fronte allo strapotere che sta acquisendo in tutti i rapporti l’Associazione dei militari in congedo, scatola nella scatola che proprio per il suo carattere privatistico non ha la compartimentazione e il contenimento obiettivo che una struttura d tipo militare deve mantenere ed anzi dovrebbe avere proprio in forza di legge e della sua appartenenza ad un contesto organizzativo ed operativo di elevatissimo spessore.

Che si tratti del solito trucco di una governance troppo scaltra per lasciare le cose al caso non lo voglio dire ma posso iniziare a pensarlo. Non abbiamo mai sfruttato, noi Volontari militari, la prerogativa di essere gli unici Volontari, nel terzo settore nazionale, ad avere come norma fondante ed ordinativa ben tre Leggi dello Stato, una guarentigia che nessun altro volontario italiano ha; ci siamo sempre pianti addosso additando il cielo come unico responsabile del nostro declino quando magari eravamo noi stessi a tenere il freno a mano tirato mentre chi tirava i remi in barca era proprio a fianco a noi. Non dobbiamo mai dimenticare di essere anche noi Croce Rossa e che ci attende un domani ancora più fulgido e pieno di occasioni per dimostrare il nostro attaccamento alle due bandiere che sfilano sempre prima di Noi.

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