Croce Rossa: la voce ai Volontari – Genova

 

La mail funziona. L’indirizzo al quale da circa tre anni i Volontari della Cri inviano le loro lamentazioni, inascoltate dai propri vertici, è ancora attivo e riceve segnalazioni a getto continuo. Tra queste all’indirizzo dilloanicola@gmail.com sono arrivate alcune mail provenienti da Volontari dei comitati liguri e in maggior parte proprio da quello di Genova, ultimamente salito agli onori della cronaca giudiziaria per il DRAE sottoposto a misura cautelare personale in quanto coinvolto in un’indagine relativa allo spaccio di stupefacenti.

C’è malessere in quel Comitato, come in altri posti in tutto il Paese, e questo malessere non può essere solo oggetto di provvedimenti di carattere disciplinare ma va studiato, analizzato, risolto prima che represso. Ricordo a chiunque volesse sottoporci la propria situazione, per condividere un malesssere o un punto di vista, di scrivere senza indugio. Per ragioni di carattere deontologico il materiale verrà eventualmente pubblicato senza alcun riferimento personale.

Leggiamo adesso di Genova; di seguito il primo di una lunga serie di interventi.

Una fiaba, una storia, un racconto deve, necessariamente, iniziare con un bel “c’era una volta…” . Qui al Nord in questa lingua di Regione, il c’era una volta inizia nel 2014 ed è la storia di un comitato, quello più grande, per numero di soci volontari, che aveva impostato il proprio essere Comitato CRI in modo corretto e secondo i dettami nazionali di correttezza e soprattutto economicità atti a far progredire e, sostanzialmente, creare i presupposti affinché si potesse fare ciò che fa CRI in tutto il mondo. Aiutare!

Ma si sa che quando tutto funziona e tutto gira, c’è sempre qualcuno che lo zampino ce lo deve mettere e fare in modo che tutto vada a pezzi per poter poi proporsi quale salvatore della patria.

Altro fattore nella determinazione delle cose fatte male è stato quello storico importante, cioè lo sbarco continuo dei migranti o di coloro che saliti sui barconi hanno fatto rotta verso l’Italia , e da qualche parte lo Stato doveva pure metterli. Il “doveva” ha coinvolto l’unico Ente preposto all’accoglienza in senso non commerciale, cioè la Croce Rossa Italiana. Ecco allora le Prefetture adoperarsi nel cercare accordi per stoccare queste genti. Ma negli accordi per la sistemazione ha chiesto alle varie Associazioni di Croce Rossa una contropartita in uomini e mezzi che necessariamente passava dall’aumento del personale dipendente a contratto, ovviamente a carico delle Associazioni di CRI (così rispondenti alla legge e al codice). A fronte di tali accordi lo Stato tramite le Prefetture avrebbe dovuto pagare periodicamente una cifra corrispondente al numero delle persone assistite ma ciò non è accaduto, anzi. Nell’attesa che lo Stato pagasse le fatture, le Associazioni di CRI locali dovevano, comunque, anticipare e pagare i catering (particolari) per i migranti, le cure, ed anche il kit accoglienza (e non si parla solo di spazzolino e dentifricio).

Ma non solo, organizzarsi anche affinché i luoghi dove erano accolti fossero confortevoli e a norma..a proprie spese… Chiaro il concetto? Insomma spendere e spendere tanto moltissimo , utilizzando la cassa delle Associazioni di Croce Rossa locali, ovviamente. Con la speranza che poi, molto poi le Prefetture onorassero gli impegni presi. (sigh!!) ad oggi si parla di un saldo negativo che, per alcune Associazioni di Cri Locali , si aggira tra i 250 ed i 350 mila euro..

Ma nelle favole non vi è un solo filo conduttore, vi sono storie parallele, e qui in parallelo ci sono anche delle storie interne all’Associazione di Croce rossa Locale, che rimescolando nel torbido hanno tentato mettere sotto scacco le presidenze. Senza far mancare anche i problemi tra Volontari e Dipendenti..

Insomma la favola……. Lo Stato chiede aiuto, la Cri si impegna, lo Stato non paga, i Comitati locali CRI – Associazioni – Falliscono. I dipendenti con famiglie a casa…. Nei comitati coinvolti la crisi interna produce attrito coi Volontari.. insomma nulla di nuovo sul fronte occidentale…….. questa è l’Italia.

Complimenti Signor presidente del Consiglio,

complimenti signor Presidente Nazionale CRI per non avere fatto nulla.

Complimenti alle prefetture che in un colpo solo hanno sistemato i migranti e risparmiato dei soldi.

Ora una la domanda è : “ma se le Associazioni CRI Locali falliscono dove li mandate i Migranti?

E soprattutto a quale prezzo??

Ma la seconda domanda vera e finale è: per caso, ma solo per caso, non è un percorso prestabilito?

Un Volontario di Genova

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Un commento

  1. In merito alla seconda domanda,io personalmente questo pensiero l’ho sostenuto da quando è uscito il famigerato decreto178/12.

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