Croce Rossa: decolla il business, reggetevi forte

Mi piacerebbe che quel signore che sostiene che chiunque racconti della trasformazione della più grande associazione di volontariato d’Italia da no profit a smart profit sia un cretino, possa un giorno guadagnare tutta l’onestà intellettuale che sarebbe necessaria per coprire degnamente il suo ruolo politico. Personalmente ho focalizzato spesso l’attenzione di chi mi legge proprio su questo fenomeno. Considero la legge di riordino, la cosiddetta privatizzazione, una scusa che qualcuno ha colto al balzo, una giustificazione materiale per avviare una trasformazione che oltre a ledere l’indipendenza rade al suolo tutti i Valori nei quali noi Volontari crediamo fermamente e che ci rendono lieve un operare silenti in maniera faticosa e quotidiana.

Le carte si stanno scoprendo: a fianco della costituenda Fondazione per i Corpi Ausiliari alle Forze Armate nascerà a breve un altra Fondazione che avrà come scopo palese il supporto alle attività dell’Associazione e come pratica operativa la commercializzazione di materiali ed editoria per l’Associazione. Tra questi materiali ci saranno anche le nostre uniformi che secondo una minuta revisione del settore non potranno più essere acquistate nel libero mercato ma dovranno essere comprate direttamente da questa Fondazione o potranno essere trovate addirittura nel market globale più grande del mondo, cioè Amazon. Quella che potrebbe sembrare un’opera di alta ingegneria mercantile potrebbe avere dei risvolti fastidiosamente inquietanti. Per esempio per il modo aggressivo con il quale il Comitato nazionale ed il Segretariato generale vorrebbero imporre ai Comitati un unico canale di approvvigionamento. Ma anche il fatto che Amazon sia un market astratto, che esce da ogni forma di controllo. E li chiunque, in nome del puro profitto, può acquistare qualsiasi cosa. E anche un malintenzionato si potrebbe presentare un giorno all’appuntamento col destino vestito di tutto punto come un Volontario Cri.

Inoltre c’è il fatto che in questi mesi di sperimentazione dal Segretariato generale hanno sempre fatto sapere che questi beni vengono venduti a prezzo di costo. Attenzione, se così fosse effettivamente a chi gioverebbe fare un lavoro di ordinativo, calcolare i fabbisogni, impegnare risorse e tentare di distribuire, vendere, trasformare cioè tutto il denaro impegnato in nuova liquidità. Un operazione del genere a profitto zero sarebbe rischiosa ed inutile. Anche perché ho studiato la normativa di Amazon e questa prevede che per gli oggetti e per i capi di abbigliamento il merchant ( che sarebbe l’Associazione) debba costituire un vasto ed assortito magazzino con tutta la completa disponibilità di taglie ed articoli presso un loro deposito, con un’immobilizzazione di merce, e quindi denaro, non consona ad un’Associazione di volontariato. Che poi l’advisor legale della Croce Rossa sia lo stesso studio che è anche consulente di Amazon è una notizia che ho appreso, senza sorpresa, e che mi riservo di approfondire ma è estremamente suggestiva del metodo che la governance di Cri ha usato finora nei confronti dei Volontari e che non intende mutare sulle onde del vecchio adagio “squadra che vince non si cambia”.

è in corso uno spin-off prevedibile quanto utile solo a chi gestisce interessi forti nell'associazione di Volontariato più grande d'Italia

Chi finora ha vinto lo sappiamo e sono le stesse persone che andranno a vincere nel futuro non molto lontano. Le ragioni per fare la Fondazione mercantile ci sono tutte. Lo spin-off assicurerà la stessa catena di comando, sedendo ai vertici ll consiglio direttivo nazionale, ma non la stessa linea di controllo essendo appunto la Fondazione un soggetto terzo rispetto all’Associazione e quindi, come tutta la Croce Rossa costruita con le braccia dei Volontari, non più nelle mani dei Volontari stessi. Naturalmente ci sarà una bellissima e favoritissima infornata di assunzioni che formalmente passeranno attraverso due agenzie interinali ma del cui lavoro l’esito già si conosce perfettamente.

Se dobbiamo cambiare, dovremmo farlo in meglio, facendo le cose che sappiamo fare bene, non infilandoci in un mercato che non è il nostro, con un mestiere che non è il nostro; i vecchi metodi non dovrebbero più affascinare nessuno, perché la Croce Rossa, lo sapete, è un’altra cosa.

cristiano@degni.it

 

 

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