Croce Rossa: arriva il Golpe

 

Credo sia necessario far acquistare da chi ha il portafoglio in mano una fila di poltrone. Dobbiamo essere messi uno di fianco all’altro per poter ammirare bene lo spettacolo della degenerazione, del disfacimento della più grande Associazione di volontariato d’Italia. Mi hanno chiesto più volte quale sia, nel panorama del volontariato nazionale, la specifica di Croce Rossa, la sua chiave di lettura, la sua stessa ragione d’essere.

Non posso naturalmente riferirmi ai Principi, svenduti e sputtanati per ventotto denari (erano trenta ma mentre scrivevo due sono già spariti), usati come foglie di fico per coprire qualcosa che non si deve mostrare né vedere. Piuttosto la cifra di Croce Rossa, la cosa che la rende speciale, potabile e degustabile è la capacità di generare regolamenti che non vengono mai applicati. Eventualmente vengono adoperati come chiodi per crocifiggere i dissenzienti ma usati per lo scopo per il quale vengono elaboratamente adottai, giammai.

E’ inutile che vi faccia esempi che vi ho illustrato più volte. Tra le cose più evidenti ci sta la mancanza endemica di trasparenza sulle questioni vitali ( i soldi ed i contrattini) che coinvolgono la parte laica ( il segretariato) e la parte più ideologica ( il corpo dei volontari) della medesima realtà. E i problemi si sommano in maniera esponenziale. Si registrano di nuovo grandissime corse al posto fisso in Cri, una superfetazione di selezioni a senso unico, liste di collocamento che mi ricordano l’epoca della coscrizione, quando per assumere qualcuno bisognava controllare che fosse in un posizione idonea negli elenchi del collocamento. Oggi, cambiata la legge, la procedura è la stessa, si utilizzano aziende specializzate che hanno il compito non di scegliere ed indirizzare ma quello di cucire su misura le attività intorno ai tanti “prescelti”, nel senso letterale di selezionati prima.

Nessuno può smentire un’affermazione del genere, nessuno che sia puro d’animo e onesto intellettualmente, oltre che sano di mente. La dimostrazione di quanto vi racconto è il fatto che per ogni posizione aperta, nei corridoi delle sedi Cri si conosca già il nome del fortunato estratto, cosa che in ogni azienda potrebbe comportare il licenziamento dei vertici, oltre a inchieste a non finire, qui in Cri è considerata una prerogativa indiscutibile. La verità di quanto affermo è nelle vicende di moltissimi quadri Cri che si sono fatti eleggere per convolare poi sulla poltrona agognata e che quindi hanno partecipato a procedure di selezione, teoricamente neutre, in posizione di indubbio vantaggio acquisito.

Abbiamo lasciato nascere, crescere e proliferare il partitino dei segretari, oggi ordine cavalleresco a cooptazione obbligatoria, i cui dati interni sono insondabili e assolutamente opachi. Si pone, a fianco a questo e nella proliferazione di posizioni una volta prerogativa dei volontari ed oggi in mano solo ai dipendenti, un doppio problema di carattere etico. La prima questione è manifesta: esiste una sfiducia piena, da parte di quella governance dell’Associazione che è stata eletta dai Volontari, proprio nei confronti dei Volontari stessi, oggi non più funzionali e quindi estromessi dai posti chiave di ogni attività in favore invece di dipendenti, fedeli per contratto e convinti al buon esito delle loro azioni da stipendi di norma più importanti di quelli che i vecchi dipendenti pubblici percepivano.

Abbiamo lasciato nascere, crescere e proliferare il partitino dei segretari, oggi ordine cavalleresco a cooptazione obbligatoria, i cui dati interni sono insondabili e assolutamente opachi

L’altra questione è più delicata ancora: quale posizione gerarchica hanno i Presidenti dei Comitati rispetto ai dipendenti non loro subordinati diretti, quindi quelli dei Comitati regionali o nazionale? E’ un domandone che implica una risposta non chiara e netta e produce una serie di conseguenze di carattere pratico e giuridico che nell’insieme manifestano il vero e proprio golpe che ha tolto dalle mani dei Volontari l’Associazione creata con la sola forza delle loro braccia. Su tutte e due le questioni tornerò presto approfondendone i relativi temi. Il povero Nicola Banti avrebbe detto che prima i dipendenti lavavano le auto usate dai volontari ed oggi è l’esatto contrario ma ormai non lo ascolta più nessuno, tutti convinti che come diceva proprio lui, la Croce Rossa è un’altra cosa.

 

 

 

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