Croce Rossa: la fiera dell’ipocrisia

 

Esiste una mancanza di rispetto istituzionale che avvolge e permea chi dovrebbe rappresentare il simbolo dell’unità di un’Associazione e che invece non perde occasione per emarginare e trattare con sufficienza chi evidentemente meriterebbe di più. Proprio in questi giorni si è dato un contentino alla parte non sanitaria del Corpo Militare Volontario della Cri attraverso il convegno nazionale dei Naapro. Grande discorso del Presidente nazionale che ha distribuito la solita scorta di ovvietà a piene mani, garantendo sull’indispensabilità del Corpo, sul valore dei suoi uomini ma ripetendo sempre le stesse frasi che vanno avanti da anni senza che la situazione muti di un millimetro, anzi lasciandoci assistere al lento scivolamento di un Corpo glorioso ed universalmente lodato verso un parcheggio che lo porterà all’estinzione.

La notizia del giorno doveva esser quella dell’apertura degli arruolamenti alle donne mentre nulla si è sottolineato riguardo alla Fondazione il cui atto costitutivo è stato appena siglato ed inviato all’Ufficio Territoriale di Governo per il riconoscimento della personalità giuridica. La solita sfilata quindi di ipocrisia e buoni propositi quando l’occasione poteva essere buona per srotolare sul terreno altri temi, importanti e propositivi. Nulla si racconta in merito alla strategia che l’Associazione ha in serbo per valorizzare, formare e impiegare il personale dei Corpi Ausiliari nella Croce Rossa del prossimo immediato futuro. Le cose, specialmente in un organizzazione complessa, si concepiscono e programmano mentre in tema di Corpi di Cri si vive alla giornata, secondo i grandi umori e le lune dei pochi che si credono proprietari di un’Istituzione che non sarà mai un’azienda.

Il congresso dei responsabili Naapro sembra un ossimoro. Nella giungla di regolamenti che impantana ormai senza rimedio l’Associazione di volontariato più grande d’Italia a guardare bene di Naapro non si parla proprio. L’acronimo sta per “nucleo arruolamenti ed attività promozionali” ma un’organizzazione militare come il Corpo deve essere non può mai lasciare nulla al caso. Chi è stato militare anche per una sola stagione conosce il valore della famosa “libretta”, sostantivo femminilizzato che indica la parte normativa che deve sorreggere ogni attività con le stellette. Bene, i Naapro esistono solo in un paio di promemoria appartenenti allo scorso decennio ed il regolamento che li doveva definire, indicare, posizionare nel roster di Cri e soprattutto assegnare loro dei compiti specifici non è mai stato emanato. I responsabili dei Naapro, figura anche questa slegata da ogni riferimento giuridico, sono sempre stati nominati per grazia ricevuta e rimossi all’impronta. Poteva essere questa l’occasione buona? Certamente, come buona poteva essere l’occasione per fare chiarezza sulla prepotenza di alcuni Presidenti di Comitato che non ammettono soci militari sul loro librone, costringendoli ad emigrare in Comitati che non sono più compiacenti ma semplicemente più rispettosi della norma e di fatto sradicando i Volontari con le stellette dai loro territori, vanificando l’azione di Croce Rossa e sacrificando i diritti elettorali di chi ha voluto scegliere di servire il prossimo in una maniera particolare e completamente assorbente.

I Naapro non sono presenti nemmeno in tutti i Comitati mentre una norma associativa prevede che rappresentanze del Corpo Militare Volontario siano nominate ovunque, nei consigli, nelle commissioni, su ogni tavolo, operativo o consultivo. Questo non accade e nessuno si cura di attuare le norme vigenti. Quali sono quindi le prospettive, i programmi, i progetti nella nuova Croce Rossa per il Corpo Militare Volontario? Nessuno sa né può rispondere. Eppure l’intera Componente sarebbe facile da gestire, basterebbe applicare le norme contenute nel Codice dell’Ordinamento Militare e nel suo pedissequo regolamento per far funzionare una macchina che è animata da migliaia di volenterosi ed è sostenuta dalla popolazione italiana per mezzo di alcuni milioni di euro l’anno ma la Croce Rossa, incassati i soldi, del Corpo Militare ancora non ha capito cosa vuole fare.

Proprio il Congresso poteva essere l’occasione per presentare quelle proposte di rilancio di cui in molti si riempiono la bocca ma che nessuno ha mai potuto ascoltare, poteva essere l’occasione per dipanare, attraverso contributi autorevoli, il triangolo perverso che esiste tra decreto di riorganizzazione, codice dell’ordinamento militare e testo unico sul terzo settore, un groviglio di norme che sta intrappolando letteralmente i Volontari con le stellette.

A proposito di zavorre varie, pare il sostantivo più gettonato nei due giorni della kermesse in grigioverde, l’ipocrisia di chi si manifesta volenteroso solo in queste occasioni si unisce e consolida con l’ipocrisia di chi vuole a tutti i costi sfruttare la situazione. La dimostrazione è nel fatto che si inizia a parlare di rilancio del Corpo, ma ormai è la sesta volta che si comincia senza arrivare mai ad una conclusione vera e condivisa, a ben cinque anni di distanza dall’inizio del riordino dell’intera Associazione. Per oltre sessanta mesi si è assistito allo smantellamento di una macchia rodata ed efficiente, professionale e proiettabile, moderna, modulare e risolutiva, impiegata con orgoglio anche in tanti teatri internazionali senza provvedere alla rotazione del personale e senza assicurare la necessaria continuità di prontezza operativa, seppure promessa al Governo ed alla Difesa che ci mettono i denari degli Italiani.

Se si fosse discusso di queste cose si sarebbe potuto raccontare di progetti, di passi in avanti, di qualcosa in cui credere e su cui lavorare. Invece ci si piange addosso senza fine ma si sfrutta ogni possibile occasione per spararsi due selfie con le stellette da mettere sui social, in uno spettacolo che non merita il ricordo né la menzione dei nostri gloriosi militari che da Lassù assistono a questa bagarre senza senso. Un’altra occasione, importante, persa mentre la deriva continua.

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