Croce Rossa: il silenzio degli indecenti.

 

Ormai non c’è più possibilità di stupirsi. Un’Associazione di rilievo internazionale piegata completamente su se stessa ed asservita al volere e dagli interessi di pochi da continuamente manifestazioni di sufficienza rivolte a chi voglia intendere mentre per gli altri esiste un silenzio di ghiaccio.

Così nulla è più efficace del silenzio contro i reclami che ho avanzato verso le manifestazioni di preferenza e parziarietà che alcuni Presidenti di Comitato della Provincia di Roma hanno espresso ai Soci Volontari loro subordinati, arrivando qualcuno anche a dire che l’esperimento di voto era stato rinviato. Di tutto naturalmente ho traccia tra comunicazioni email e screenshot che i Volontari ancora pensanti in maniera autonoma hanno inoltrato al mio gruppo proprio per lamentare abusi e prepotenze.

Lecito, ci mancherebbe, è votare per una persona diversa da me. Ho sempre detto che il pluralismo è il sale della democrazia. Ma in questa Croce Rossa Italiana fa paura, genera terrore ogni tipo di diversità, ogni non omologazione. Non deve stupire il silenzio degli organismi sovraordinati su una vicenda scandalosa come questa. Probabilmente gli ordini di scuderia saranno arrivati proprio da loro, visto che non vogliono prendere le distanze da comportamenti che oltre a violare le regole sono assolutamente indici di quel senso di impunità che è proprio di persone che si sentono collocate su un piedistallo da cui credono di poter fare qualsiasi cosa e dal quale pensano di non poter cadere mai.

Allo stesso modo, per citare un altro edificante esempio, il Comitato dell’Area metropolitana di Roma Capitale si appresta ad provare un bilancio consuntivo per l’esercizio 2017 senza che questo sia stato ancora accompagnato dalla relazione positiva dell’organo di revisione, cosa che avrebbe portato difilato al commissariamento di qualsiasi altro Comitato. A Roma questo non accadrà per le stesse ragioni che non consentiranno di censurare il comportamento di chi non vorrà votare o far votare il cambiamento, la trasparenza, la legittimità.

E’ un mondo strano questo del Volontariato in Cri, un mondo dove purtroppo gli interessi si sovrappongono alle intenzioni, dove si viene silurati per aver fatto domande, banditi per aver chiesto chiarezza, espulsi per aver espresso un giudizio. Che sia il momento di cambiare è forse troppo ovvio da dire. Il momento di cambiare è sempre. Esiste, la fuori, un intero Paese che ha bisogno della Croce Rossa Italiana, di quella vera, di quella che è composta da migliaia di Volontari. Militari, Sorelle che mettono le esigenze dei vulnerabili prima di ogni esigenza personale, che fanno servizio in silenzio di giorno e di notte, che non hanno mai fatto un soggiorno all’estero a spese dell’Associazione ma si lavano la divisa ogni giorno a casa propria e si portano il panino da casa.

Dobbiamo cambiare soprattutto per loro, perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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