Croce Rossa: fermi tutti, è già Spa

Finalmente abbiamo una notizia forte ed importante. La Croce Rossa Italiana chiude. Non ci credete? E allora chissà perché come riportato nella convocazione di assemblea nazionale che si terrà domani 22 aprile, già il 4 di questo mese il Presidente Rocca ha messo all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo 2018. Che senso avrebbe altrimenti terminare l’anno contabile a fine aprile? Ve lo spiego io, il senso ed il segnale della sciatteria con la quale viene gestita l’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Se potessimo dare un senso alle migliaia di euro che costa a noi Volontari ed allo Stato la segreteria del Presidente più Presidente di tutti potremmo anche pretendere una migliore attenzione per errori che non sono soltanto sviste. Si tratta di questioni dove la forma è sostanza, altrimenti se in Croce Rossa la forma non avesse sostanza non ci sarebbero i presupposti per commissariare a piacimento i Comitati meno allineati impedendo di fatto ai Presidenti che non obbediscono pedissequamente ad un vertice illegittimo di partecipare alle attività associative.

Nel frattempo a proposito di assemblee vi voglio raccontare che nel mio Comitato, quello dell’Area Metropolitana di Roma per il quale domani ci saranno le elezioni, evento così importante che i Soci elettori non ne sanno praticamente nulla, tra i documenti sottoposti all’approvazione c’è una relazione di missione che è assolutamente lo specchio delle cose che vado raccontando da tempo, se fossimo in un film giallo la potremmo definire  la “confessione”, e la pellicola sarebbe terminata lì.

In questo documento si raccontano i numeri ed i fatti del Comitato più importante d’Italia in forma discorsiva e meno grafica del bilancio stesso, per rendere edotto il lettore, coinvolto o meno, del raggiungimento degli scopi sociali e del perseguimento della missione istituzionale. Conosco bene il mio Comitato, conosco bene i Volontari più operosi, quelli che lavorano a testa bassa, so di cosa sono capaci e cosa facciano tutto l’anno fuori dai riflettori. Bene, delle cose fatte, delle operazioni compiute, delle iniziative prese nella relazione di missione non c’è una riga. Ho pensato ad un difetto di comunicazione interno ma mi sono poi reso conto che tutte le attività che non comportano fatturazione sono escluse da questo documento mentre ci andrebbero elencate dettagliatamente perché danno il senso dell’azione di Croce Rossa che è portata nei territorio di competenza del Comitato. La loro mancanza è invece il segno della progressiva ed inarrestabile aziendalizzazione di questa Croce Rossa Italiana. Si dice che il Segretario generale abbia convenuto più volte circa l’inutilità dei Comitati che non abbiano convenzioni attive e sulla necessità della loro chiusura. Dal suo punto di vista ha perfettamente ragione. Chi è vergognosamente colpevole è solo quel consiglio direttivo che gli ha consentito di appoggiare i lombi su quella dorata poltrona, colpevole perché ha cambiato la missione dell’Associazione senza condividere questa nuova visione con la base, con la vera essenza della Croce Rossa Italiana che è costituita solo dai Volontari.

se in Croce Rossa la forma non avesse sostanza non ci sarebbero i presupposti per commissariare a piacimento i Comitati meno allineati

Possiamo dire basta a questo stato di cose? C’è un ottavo principio che lega l’Associazione a tutti i livelli ed è quello dell’autoconservazione ed è connaturato al Valore dell’interesse personale. Si discute, come vedete nell’ordine del giorno, e si dibatte da tempo sulla natura del Volontario e della sua opera. E’ cambiato per la sesta volta in due anni il regolamento relativo ai Volontari e stanno cambiando, logico corollario, tutte le altre norme interne che li riguardano. E’ un organismo che tenta di reagire alle legittime istanze dei componenti autentici dell’Associazione, i Volontari appunto, che vengono guardati da Croce Rossa Spa con diffidenza e maneggiati con difficoltà.Mi pare assolutamente logico. Immaginate voi come si sarebbe potuto comportare l’avvocato Agnelli, tanto per citare un esempio di industriale di peso, se avesse avuto nella sua Mirafiori in linea sulla catena di montaggio oltre agli operai a stipendio anche un nucleo nutrito di persone che prestavano la loro opera disinteressatamente e senza retribuzione alcuna. Sarebbe saltato il sistema, ci sarebbe stata una contrapposizione interna talmente aspra che, trovando interessi ed aspirazioni dei due gruppi in contrasto, avrebbe fatto immediatamente estinguere l’azienda stessa.

Questo si cerca di evitare oggi nell’Associazione, ma dalla parte sbagliata. Non riuscendo a dare il giusto e legittimo peso ai Volontari nella struttura e tra le funzioni della Cri, si cerca il modo legale per emarginarli, demansionarli, estrometterli sempre di più, in nome di un profitto che non è mai reinvestito nelle attività di supporto alle popolazioni ma utilizzato per nutrire un organismo saprofita ed autoimmune.

Ripeto la domanda. Possiamo dire basta a questo vergognoso stato di cose? Io ci ho messo la faccia e questo fa molta paura ad un sistema che si nutre di piccoli ricatti, prepotenze, abusi di potere e approfittamenti. Io ci ho messo la faccia e non sono solo, non sono il solo. Si può cominciare a cambiare questo stato di cose anche andando a votare, anche e proprio se le indicazioni che arrivano da alcuni Presidenti sono schifosamente prepotenti. Andate a votare se non vi piace quest’Associazione, andate a votare se non siete azionisti della Croce Rossa Spa, andate a votare se anche per voi la Croce Rossa è un’altra cosa.

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