Croce Rossa: poteva piovere.

E’ andata. Tecnicamente ho preso 88 voti, questo per i curiosi della cifra, contro i 288 del mio dignitosissimo competitor al quale vanno i miei migliori auguri di ottimo e proficuo lavoro. Politicamente è stato un importante successo. Il Sistema, la misteriosa governance di questa malata Associazione, ha dovuto affrontare un contraddittorio elettorale non voluto e non pianificato. Siamo abituati a plebisciti bulgari, dove in rarissime occasioni le liste a contendersi una presidenza sono due. Non esiste nel corpus normativo, la possibilità di gestire democraticamente l’Associazione con una minoranza, pur eletta, a fungere da pungolo e controllo per conto di tutti i Volontari. É come nel rubamazzo, chi vince prende tutto.

Per evitare l’assalto al fortino, non capendo se i cattivi fossero da una parte o dall’altra del muro, non avendo mai voluto instaurare un contraddittorio, avendo sempre evitato il confronto, avendo sempre preferito la strada della radiazione piuttosto che quella del dialogo, il Sistema è sceso in campo mostrando il suo lato peggiore, quello delle pressioni, dei trucchetti, degli sgambetti e degli spintoni. Sgambetti riusciti molto bene. Se vi ricordate di quando vi ho raccontato delle pressioni, documentate, avanzate da alcuni Presidenti sui propri Soci subordinati, indegnamente e in maniera meschina, abusando della propria posizione e fregandosene immoralmente non solo dei Principi ma anche del comune pudore, bene, in quei seggi ho ricevuto meno del dieci per cento dei consensi. Il segnale è stato fortissimo ed è stato ben recepito. Dove queste porcate non sono arrivate si è provveduto a difendersi in un altra maniera, mandando per esempio l’invito a votare a meno di 24 ore dall’apertura dei seggi. Lì il consenso, la voglia di cambiamento è salita quasi fino al 50 percento. E’ pura matematica, lo so, ma i numeri, in democrazia, sono un indice importante.

Certo la democrazia ha bisogno di regole, le stesse che vanno strette ad un certo tipo di Croce Rossa. Ecco che, per esempio, non sono state inviate le comunicazioni elettorali al Centro di Mobilitazione del Corpo Militare. Non era in indirizzo nelle varie missive preliminari e quindi non ha partecipato, con i propri Soci, all’aggiornamento delle liste elettorali. Quei militari congedati dal servizio continuativo che hanno inteso proseguire con l’attività volontaristica sono stati iscritti nell’albo Soci dei loro comitati con anzianità 1 ottobre 2017, benché in Cri da almeno dieci anni per uno, in maniera tale che non potessero votare. A me, candidato, non sono stati forniti gli elenchi degli elettori e la designazione dei nominativi dei componenti dei seggi decentrati è stata resa pubblica solo dopo la chiusura del termine per la presentazione delle candidature.

Per queste ragioni il successo è stato forte ed inaspettato, nonostante sia andato a votare meno del dieci percento degli aventi diritto, oltre 5000 soci, a significare anche che il consenso su cui si basa l’azione di questa governance è spiccatamente virtuale. Sono tanti i Volontari che hanno dichiarato il loro desiderio di cambiare, sono tanti i Volontari a cui questa Croce Rossa non piace, che non hanno ritenuto necessario inserire un rappresentante dell’Area Metropolitana in un Comitato che ha la Provincia di Roma solo nell’insegna ed ha un asse gravitazionale tutto capitolino, sono tanti i Volontari che sono disposti ad impegnarsi veramente, in prima persona, per cambiare democraticamente questa Croce Rossa, quest’aziendalizzazione necessaria alla conservazione del privilegio di pochi ma non utile all’azione sociale diffusa che è nelle corde di tutti noi.

Grazie di cuore a tutti quelli che hanno voluto fare la differenza, grazie a tutti quei Volontari che nonostante tutto e tutti, sentono di far parte di una Croce Rossa autentica e originale, grazie a tutti quei Volontari che non hanno nulla da chiedere ma solo tanto da dare. Il segnale che avete saputo dare è stato forte e recepito, questo Sistema non potrà non tenerne conto. Ripartiamo da qui perché il cambiamento è scritto nel destino di tutti noi.

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