Patty la ribelle

 

Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, è una delle sette cantanti italiane che ha sfondato il tetto dei 100 milioni di dischi venduti. Patty nel 1968 abbandona la strada delle cover dei successi stranieri, molto battuta da tutti gli interpreti nazionali, e lancia una canzone di protesta, originale e scritta da Ruggero Cini, Franco Migliacci e Bruno Zambrini. “La Bambola” racconta del lamento di una donna che si sente oggetto e lo fa per la prima volta sul panorama musicale italiano, e viene usata e poi buttata giù. Questo sarà il primo grande successo di Patty.

Il brano musicale, introdotto da un breve assolo di chitarra suonato da Maurizio De Angelis, era stato proposto anche a Caterina Caselli, a Little Tony ed ai Rokes. Esce nel 45 giri che sul lato b ha la canzone “Se c’è l’amore” e fa parte del primo LP della cantante veneziana, dico con la quale Patty Pravo vince la Gondola d’Oro. Il 45 giri si posiziono al secondo posto nella classifica nazionale delle vendite del 1968 dietro ad Adriano Celentano con “Azzurro”.

Patty non voleva incidere questo disco, non voleva abbandonare la strada delle covr straniere, dopo il successo di brani come “Ragazzo triste” che era la versione italiana di “But you’re mine” di Sonny & Cher o “Se perdo te” che rifaceva, invece in italiano “The time has come” di P.P. Arnold. Questa canzone accresce ancora di più la fama di Patty come “ragazza del Piper” alimentando anche la sua fama di ribelle. Il pezzo è una canzone di ribellione, del rifiuto di una donna di farsi trattare come una bambola, appunto, dal suo uomo: “Tu mi fai girar, tu mi fai girar, come fossi una bambola. Poi mi butti giù, poi mi butti giù come fossi una bambola” canta la Pravo prima di dire basta a una condizione di grande inferiorità “No ragazzo no tu non mi metterai tra le dieci bambole che non ti piacciono più”. Tratta anche molto il tema dell’insensibilità e di come molti uomini non solo non capiscano le donne che hanno accanto ma non si accorgano proprio di loro “Non ti accorgi quando piango quando sono triste e stanca tu pensi solo per te”.

Il pubblico italiano stava cambiando ed anche le esigenze musicali e di ascolto stavano crescendo di qualità. Sarebbe venuto il tempo dei locali come il Piper di Roma, nato dall’intuizio0ne del suo patron Alberico Crocetta al quale mancava un personaggio vero per consacrare il suo locale. Lo trova in Nicoletta, ragazza non facile che viene da una famiglia prestigiosa, studia al conservatorio ma è una cliente assidua del suo locale. Appunto una ribelle vera e non un personaggio costruito a tavolino, che ha trovato sia in “La Bambola” che in “Ragazzo triste” il punto di partenza per una strepitosa carriera internazionale.

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