Croce Rossa: la terna secca.

 

Siamo arrivati al capolinea; la corriera aprirà le porte e si cambierà l’autista. Il tempo delle scelte è arrivato e con questo anche la fine delle chiacchiere e di tutte le polemiche che si sono portate dietro. Parte la macchina che dovrà mettere il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana nelle condizioni di formulare la terna. E’ questo lo strumento che il legislatore ha scelto per individuare il nominativo della nuova Ispettrice nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Cri.

Come ho spesso raccontato in questa mia lunghissima inchiesta giornalistica, quella che ha aperto molti squarci dove la luce non era mai riuscita ad entrare, i Corpi Ausiliari alle Forze Armate nazionali che si trovano incardinati all’interno dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia hanno peculiarità di rilievo. Oggi per fare volontariato, anche di qualità, basta riunirsi intorno ad un tavolino e stendere uno statuto, darsi quel minimo di regolamentazione e rappresentatività democratica chiesto dalla legge e poi, a volte senza nemmeno passare da un notaio, partire per il Paese e distribuire la nostra voglia di fare.

I Volontari della Croce Rossa Italiana hanno una marcia in più, il fatto che la loro norma fondamentale sia una Legge dello Stato. In questo momento la vita e l’esistenza della Croce Rossa Italiana è regolata dal decreto legislativo 178 del 2012. I Corpi Ausiliari di norme di riferimento ne hanno addirittura altre due e cioè il Codice dell’Ordinamento Militare e il suo Testo Unico regolamentare. All’interno di queste due leggi ci sono le regole per la vita associativa e gli impieghi dei Volontari iscritti nei ruoli dei Corpi ausiliari ed anche le regole per nominare tute le Ispettrici, da quelle locali a quella nazionale.

Le Crocerossine sono donne che antepongono ai propri interessi i doveri derivanti da una scelta di vita al servizio delle Istituzioni e di una Bandiera

Quindi non è semplice nominare la nuova Ispettrice nazionale ma bisogna seguire un iter preciso. E’ necessario che il Presidente dell’Associazione sottoponga ai ministri della Difesa e della Salute una terna di nominativi di Sorelle che abbiano una specifica preparazione tecnica ed una spiccata attitudine al comando. La segnalazione dei due Ministri deve giungere sul tavolo del Presidente del Consiglio dei Ministri perché sarà lui, con un suo decreto, che nominerà l’Ispettrice e lui solo la potrà far decadere o sostituire. E’ Legge dello Stato, che nessun Presidente di associazione può sovrastare o modificare, anche se fosse un gran chiacchierone pieno di sé.

Dopo che l’attuale Ispettrice è stata già virtualmente dimessa, senza appello né secondo mandato come pur previsto dal Codice, speriamo tutti si possa aprire una stagione di dialogo e collaborazione costruttiva dove il Corpo abbia la giusta dignità ed il ruolo che gli spetta nelle attività sociali e sui tavoli decisionali, dove si possano abbattere i personalismi e le fughe in avanti che hanno tristemente pennellato questo quadriennio, dove i problemi di uniformologia possano essere dimenticati in favore delle questioni di etica. Eppure non sarebbe difficile evitare di confondere la persona con la carica che riveste ma il vizio di estremizzare ogni cosa e rendere conflittuale ogni rapporto è insito nelle persone che nella furia della loro arrampicata sociale si trovano all’improvviso e senza merito alcuno in posizioni dove invece sarebbe opportuno piuttosto che la voce grossa far valere i meriti personali che come il coraggio manzoniano chi non ha non si può attribuire.

Le nostre Sorelle di Croce Rossa sono parte della storia associativa ma anche parte dell’identità nazionale, sono un pezzo di Italia che sceglie, quotidianamente, di offrirsi a quella parte di popolazione che amiamo definire sbrigativamente “vulnerabile” e lo fa senza compenso alcuno, sono quella parte di volontariato nazionale che antepone ai propri interessi i doveri derivanti da una scelta di vita al servizio delle Istituzioni e di una Bandiera che a volte ha chiesto loro il sacrificio supremo. Meritano il rispetto di tutti, anche di chi ai gradi della loro gloriosa uniforme antepone e preferisce quelli dei numerosi spritz con cui condisce le propri giornate, senza rendersi conto che la Croce Rossa, nonostante tutto, è un’altra cosa.

 

 

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