Croce Rossa: la non associazione

Il lungo viaggio nella più grande associazione di volontariato d’Italia, fatto attraverso la mia inchiesta giornalistica, ha lasciato il segno in tanti Volontari ed anche in alcuni luoghi delle Istituzioni nazionali e tra i cittadini. Alla luce delle esperienze, anche recenti, che ci ha trasmesso la politica nazionale è possibile affermare una cosa che scaturisce dall’osservazione dei fatti concreti. E’ possibile cioè oggi paragonare quello che è diventata la Croce Rossa Italiana con l’esperienza del partito totalitario per eccellenza del panorama nazionale, il MoVimento 5 Stelle nato dal blog del comico Beppe Grillo soltanto per forma e tradizione ma ideato, condotto e sponsorizzato in ben altri luoghi.

Come in ogni indagine seria la speculazione non deve fermarsi alla crosta, al dato apparente, ma deve cercare in profondità la ragione stessa delle cose come accadono e le percepiamo. La Croce Rossa di oggi ha una struttura interna che differisce e diverge completamente da quella che ci è dato conoscere, poggiata sulla struttura territoriale dei Comitati. Questi non sono assolutamente indipendenti, non hanno alcuna possibilità di gestire la propria azione territoriale secondo il principio di Unità e non sono autonomi in nessun aspetto. Esiste quindi una struttura non disegnata nelle carte associative che gestisce tutta l’Associazione da remoto, guidata da persone sulla cui capacità è lecito ma illegale dubitare e che hanno una gigantesca presunzione di loro stessi, che attraverso un uso massiccio dei social network, e in maniera meno efficace dei restanti media, tenta di pilotare una consistente massa di Volontari che hanno il dovere di non porsi domande, peraltro non previste dallo Statuto e dalla messe di regolamenti che escono settimanalmente dalle bocche di fuoco dell’Organizzazione senza alcuna approvazione di massa da parte degli stessi Volontari, oggetto della valanga normativa.

Oggi la Croce Rossa Italiana è formalmente e sostanzialmente una “non associazione” formata da “non volontari” che ne fanno parte in ruoli diversissimi tra loro attraverso una serie infinita di “non componenti”

L’obiettivo di questo bombardamento è lo spingere i Volontari verso obiettivi generali definiti universali e bellissimi, creando negli stessi la convinzione che questi possano e debbano essere realizzati dalla Cri e non, si badi bene, “con la Cri”. Analizzando la terminologia del padre fondatore del MoVimento 5 Stelle si nota che in rari momenti d’ingenuità questi citi il partito definendolo un “non movimento” con un “non statuto” e che il prefisso “non” sia servito a lui ed agli altri strateghi del MoVimento per utilizzare a proprio piacimento poteri autocratici che sono serviti a spazzolare ben bene non solo ogni forma di dissenso interno ma anche a spegnere sul nascere le domande che più di qualcuno iniziava a porsi sui lati oscuri del griillismo. Oggi la Croce Rossa Italiana è formalmente e sostanzialmente una “non associazione” formata da “non volontari” che ne fanno parte in ruoli diversissimi tra loro attraverso una serie infinita di “non componenti” e sparsi in una rete di “non comitati” e tenuti assieme da un “non statuti” con dei “non obiettivi” per seguire dei “non principi” e così posso andare avanti all’infinito.

La struttura remota gestisce ogni forma di rischio per la leadership con strumenti classici della psicologia di massa del terzo millennio: l’ isolamento e, se l’incauto socio è resiliente, l’epurazione. Non esistono sanzioni intermedie, pur previste dal non statuto. Si passa dallo status di socio attivo all’espulsione senza avviso, in un momento, essendo state abbattute anche le forme obbligatorie di notifica dell’atto. Difficilmente chi è resiliente giunge a posizioni di rilievo, più facilmente può avere accesso a ruoli di coordinamento ma l’isolamento è imperante. Basta non attivarlo più, non chiamarlo più a svolgere le sue funzioni, non rispondere ai suoi messaggi salvo poi contestargli l’inattività ed epurarlo.

Esattamente come per il Sistema Operativo Rousseau, abbiamo incamerato tutto in GAIA, tutto viene gestito da/su quella piattaforma: se i corsi che registri su GAIA spariscono, tu non li hai mai fatti; se lì non ci sono comunicazioni per te, non ti arriverà certo altra corrispondenza ufficiale; se hai incarichi e non hai la visibilità degli elenchi è perché a monte si è deciso che non devi averla. Il vertice che pilota la CRI ha adottato gli stessi strumenti della Casaleggio Associati: microtargeting sui social, propaganda virale, i vari “stati generali” che somigliano tanto ai meet-up, la disinformazione sui media, il livellamento della dirigenza verso il basso, l’epurazione di chiunque abbia proprie idee.

Alla fine la domanda che mi fanno è sempre la stessa e credo che venga posta anche a tanti tra di voi che state leggendo queste righe: sei un ragazzo sveglio, sgamato, intelligente, con tanti interessi e un sacco di cose complicate da fare. Ma perché continui a perdere tempo a migliorare questo Sistema? In effetti l’analisi di questa non Associazione restituisce un modello noto e formale di un esercizio di mantenimento del consenso in termini assoluti, ottenuto alimentando con qualunque mezzo qualunque aspettativa dei simpatizzanti, dando luogo ad una coerenza che può essere definita liquida, il tutto anche attraverso un controllo orwelliano dei social e degli utenti dei social.

Perché dovrei mollare, nonostante tutto, perché tutti noi dovremmo lasciare questo gioiello che rappresenta l’unica speranza di milioni di vulnerabili nelle mani di chi non è mai stato Volontario in vita sua, di chi antepone gli interessi ai principi, di chi usa la Croce Rossa e non se ne vuole mettere a disposizione? Perché so, perché sappiamo bene tutti che la nostra Croce Rossa non coincide con la loro, sappiamo tutti che le nostre idee sono quelle che sostengono il Movimento Internazionale, sappiamo che la Croce Rossa è un’altra cosa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi