Croce Rossa: remate e zitti.

Una non – associazione non può che muoversi attraverso un non-statuto, come le regole prevedono. Anzi, parlare di regole in Croce Rossa è sempre tentare un azzardo. C’è una legge nazionale ed è il testo unico sul terzo settore, ad esempio, che dice esplicitamente all’articolo 7 che la condizione di dipendente è incompatibile con quella di volontario. E’ chiaro, lapalissiano, lapidario e non c’è da aggiungere altro. Se non che in Croce Rossa il rapporto tra la parte che contribuisce alle attività sociali gratuitamente e disinteressatamente e quella che invece per contribuire vuole essere pagata non è nemmeno paritario ma assolutamente subordinato.

Per non sbagliarci nemmeno per un momento i contributi, gli apporti personali dei Volontari si chiamano “servizi” ed esiste un obbligo di prestarne una determinata quantità in un determinato periodo di tempo. Una volta, prima di una delle tante modifiche dei non-regolamenti, chi non si sbracciava più di tanto perdeva solo una qualifica e, cosa non da poco, i diritti elettorali. Adesso chi si rifiuta di prestare servizio o non lo può fare, viene sbattuto fuori senza appello come i rematori delle navi antiche che venivano gettati in mare quando cominciavano a perdere i colpi di tamburo.

l'Associazione creata con le braccia dei Volontari non è più nelle loro mani

Non c’è correzione a questo andazzo dove appunto adesso la differenza tra i vari operatori di Cri è nel fatto che qualcuno fa le stesse cose che fai tu, da Volontario, e ci prende pure i soldi. Ad un certo punto ci avevano regalato un dolcetto, ed il dolcetto era saporito perché proveniva dal legislatore che ci aveva specificato che o si stava da una parte della barriera o dall’altra, che le commistioni erano irregolari. Come si dice? Fatta la legge trovato l’inganno? Non so se proprio d’inganno si possa parlare, so soltanto che adesso per una interpretazione molto estensiva della norma si può essere dipendenti in un Comitato e Volontari in un altro Comitato. Chi sostiene questa cosa lo fa basandosi sull’assunto che avendo i due Comitati diverso atto costitutivo, diverso l’organo sociale, diversa la partita Iva sono effettivamente due soggetti diversi.

Ma se siamo tutti soggetti diversi tra noi, allora, il Principio di Unità, quello che tra le altre cose fa togliere i distintivi di grado alle Crocerossine ma non consente loro di partecipare alla formazione insieme agli altri Volontari, dove ce lo andiamo ad appoggiare? Se i Comitati sono corpi estranei tra loro il potere di ispezione, controllo e commissariamento in assenza di una precisa normativa che regoli e deleghi queste funzioni, in quale ragione si va ad esercitare se non per arbitrio costante ed incontrollato? Perché se una cosa, scritta o meno, si applica per i nemici e si interpreta per gli amici allora sembra proprio di stare nell’Associazione di Volontariato più grande d’Italia.

In fondo questo ricorso all’analogia su fonti i diritto che hanno rilevanza gerarchica diversa, ferma la notevole esibizione di abilità caciaronistica degna di una cintura nera di arrampicata sugli specchi, denota un solo fatto: la prevalenza degli interessi di una componente disomogenea all’interno dell’Associazione, quella rappresentata dai dipendenti, Segretario Generale in testa, rispetto al residuo che è costituito dai fornitori di braccia, senza potere contrattuale alcuno. Se le cose fossero rimaste così come il legislatore si attendeva, dopo la sollevazione dei dipendenti che pretendevano di prestare anche opera di volontariato nella stessa azienda che li aveva assunti e retribuiti, cosa poteva succedere? Che gli stessi rinunciassero a essere dipendenti o a fare i volontari, nulla di più. Invece si è corsi immediatamente a tirare qualcuno per la giacchetta. Questa non è la sola volta in cui i desiderata dei dipendenti hanno prevalso su quelli dei Volontari ma nessuno si rende conto che un’Associazione creata con le braccia di chi ha scelto di servire il paese ed il prossimo in maniera disinteressata e gratuita non è più nelle loro mani.

Zitti e continuate a remare, perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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