Croce Rossa: una festa a lungo attesa

C’è sempre una prima volta nella vita. La mia prima volta con la festa che celebra l’annuale di fondazione dei Corpi Ausiliari alle Forze Armate della Croce Rossa Italiana risale a sei anni fa. Stava per essere varata attraverso un decreto legislativo la riforma dell’Associazione nazionale, quello scempio immorale che abbiamo chiamato “privatizzazione” e che in realtà non è stato né quella ne un riordino ma si è rivelato adesso come il processo di aziendalizzazione di un’idea.

Quella volta ci fu una grande preparazione che si sgonfiò come un palloncino al sole, motivazioni di carattere politico impedirono che si celebrasse un evento importante sula terrazza del Pincio, con Volontari e dipendenti schierati davanti a tutta Roma. Nella stessa maniera, giunti ai nostri giorni dopo sei anni nei quali l’annuale di fondazione dei Corpi e’ rimasto soltanto una celebrazione sulla carta, si e’ voluta afferrare al volo l’occasione creata dalla partecipazione del Capo dello Stato alla Cerimonia della Lampada che si doveva tenere a Roma appunto il prossimo 25 giugno, montata appositamente per farla coincidere con il festeggiamento della ricorrenza dei 110 anni di fondazione del Corpo delle Infermiere Volontarie della Cri e con un’abilità che può passare per solerzia, rinviare la palla sugli spalti, deserti.

Mai mi sarebbe venuto in mente, eppure credevo di essere sufficientemente scaltro, di trasformare una manifestazione interna di uno dei Corpi della Cri nella dimenticata celebrazione dell’annuale di fondazione proprio allo scopo alzare il livello della cerimonia e infrangere il cerimoniale del Quirinale ma come al solito chi ci rimette sono le Sorelle che dovevano ricevere la loro Croce.

Con il solito vivace spirito organizzativo si era giunti quindi fino alla Presidenza della Repubblica, istituzione che ha l’alto patronato sulla Croce Rossa Italiana, per coinvolgere il Capo dello Stato in un incontro che avrebbe mosso le nostre Sorelle di tutto il Paese. Immediatamente si è attivata la macchina, probabilmente la stessa macchina dell’altra volta, che ha preteso la presenza anche del Corpo Militare alzando il livello dell’incontro e proponendo di celebrare un annuale che da tempo non si ricorda più in forma solenne in quanto considerata dai vertici dell’Associazione un’inutile sfarzo e ben sapendo che il Presidente Mattarella, per prassi protocollare, non presenzia alle cerimonie che celebrino gli annuali delle Forze Armate e dei Corpi. Si è gonfiata, fatta lievitare scientemente a dismisura questa attesa celebrazione al punto che, inzeppata di ospiti e pompata di partecipanti, non è esplosa in mille schizzi fino ad annullarsi. Adesso partirà la caccia ad un presunto colpevole che non esiste né uscirà mai fuori. Siccome siamo in Croce Rossa potrebbe fungere allo scopo anche un più prosaico “facite ammuina”, che si realizza aumentando la forza centrifuga impressa ai Corpi Ausiliari allo scopo di allontanarli progressivamente dal centro della scena fino a toglierseli definitivamente dai piedi per non interrompere quel percorso fatto di understatement e schizzinosità, disegnato proprio per tenere in secondo piano tutto quanto non sia evidentemente connesso con il nuovo corso mercantile dell’Associazione di Volontariato più grande d’Italia.

Le ingerenze continue sono prepotenze che non fanno bene nemmeno a chi pensa di avere il diritto di porle in essere

E’ un destino perverso quello che lega i Corpi Ausiliari al resto dell’ Associazione. Chi si riempie la bocca con Principi di Unità ed Indipendenza è sempre il primo a dileggiare ed emarginare i Volontari che hanno giurato su una Bandiera, ad usare le prerogative e la dotazione finanziaria dei Corpi per la propria politica, a dileggiare le Crocerossine a causa di una caratteristica della loro uniforme arrivando a minacciarne qualcuna di sanzione salvo poi farsi fotografare con altre Sorelle che hanno l’uniforme completa e le stellette ben in vista. Intanto questa festa della fondazione dei Corpi, con annessa celebrazione, scivolerà pian piano nel dimenticatoio perché l’oblio, assieme alla stigmatizzazione ed all’isolamento, sono le migliori armi a disposizione di chi facendo finta di essere il capo di qualcosa ne vanta e sfrutta la posizione di potere senza assumerne la relativa autorevolezza.

Non si può dipendere sempre dagli umori di un personaggio che usa come bandiera un discutibile passato, approdato in questo storico consesso con uno stipendio a sei cifre e che non ha abbandonato atteggiamenti padronali che potevano avere un senso in altri secoli ed in altre situazioni. E’ fondamentale mantenere gli occhi sulla palla, seguire uno schema di gioco che è impostato su regole antiche ma sempre valide e pensare alle persone che hanno bisogno di noi, solo a quelle.

Abbiamo urgente necessità di regole certe ed uniformi e se l’Associazione sta veramente cambiando non può essere guidata sempre dalle stesse persone con gli stessi metodi, altrimenti il loop che si è innescato diventerà dannoso soprattutto per chi fa dipendere la sua vita e la sua felicità dalle nostre azioni umanitarie e sussidiarie. Le Componenti dell’Associazione sono tre, ognuna con le sue prerogative, i suoi meriti, il suo campo di azione. Le ingerenze continue sono prepotenze che non fanno bene nemmeno a chi pensa di avere il diritto di porle in essere. Perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

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