Croce Rossa: i costi dell’autocrazia

C’è confusione, nella non-associazione e non poteva essere altrimenti. Non poteva essere altrimenti nel posto strano dove si usano le sanzioni disciplinari per dettare la linea, come si usava una volta con le decimazioni, dove la normalità è non muoversi, non parlare e soprattutto non pensare. Così non si possono usare i social network o meglio li possono usare solo “loro” e tra questi loro spunta naturalmente l’autocrate per eccellenza.

Questi, data per assodata la definizione di “razzista”, proprio dall’ampia tribuna del social più popolare e del quale deplora l’uso ma che frequenta costantemente e ha già utilizzato per defenestrare Presidenti e licenziare in tronco Ispettrici, ci regala una chicca estiva: proporrà alla prossima adunanza l’integrazione del regolamento di disciplina interna della non -associazione aggiungendo il principio sostitutivo tra i poteri del collegio disciplinare nazionale. Il collegio è quell’organo anomalo molto chiacchierato dove si applicano solo norme costruite ex post e che nasce per sanzionare gli organi elettivi dell’Associazione. Ecco sfornata ad hoc la novella camera inquisitoria che avrà facoltà di intervenire disciplinarmente in tutti i casi nei quali i consigli direttivi siano rimasti inerti nei confronti dei Volontari.

Deplorabile come volete possa essere il razzismo e chi lo utilizza per disprezzare e discriminare il rischio è quello di introdurre la categoria sanzionatoria del delitto di opinione. Già in questa meravigliosa non-associazione avere opinioni ed esprimerle liberamente non è considerato un diritto e la vicenda di chi vi scrive ne è la testimonianza, unita a quella dei tanti altri che hanno condotte di minore rilevanza mediatica. Però dal punto di vista della protezione dei “valori democratici” esiste da venticinque anni una norma che punisce proprio l’uso anche verbale, di atteggiamenti discriminatori, la famigerata “Legge Mancino”. Se le questioni sono di rilevante gravità perché non sottoporle direttamente ad un’autorità precostituita che possa efficacemente sanzionare e reprimere certi atteggiamenti?

Il “fai da te” può generare anche dei pessimi scivoloni. Un esempio su tutti è costituito dalla vicenda del Presidente regionale Cri della Sardegna, Francesco Gallistru, al quale con provvedimento presidenziale fu revocata l’elezione per una frase scritta su Facebook salvo farlo rimanere sospeso solo otto giorni, fargli incassare prima una sospensiva e poi una sentenza di Tar Sardegna che lo restituiva integro nei suoi poteri con l’ennesima figura barbina del sommo autocrate e condanna dell’Associazione nazionale al pagamento, in favore del Gallistru di oltre 5.000 euro di spese legali.

Ogni volta che all’irascibile sale la pressione la Croce Rossa paga, quindi paghiamo noi Volontari. Caso Gallistru oltre 5.000 euro di spese legali oltre alle parcelle dei legali della Cri, caso Monorchio a Napoli 15.000 euro oltre le spese legali di Cri, caso Sardegna dove adesso i Tribunali stanno sospendendo le radiazioni dei volontari inattivi le spese legali si moltiplicano esponenzialmente e quelli enunciati sono i primi tre casi che mi sono venuti in mente. E senza considerare tutto il mondo del contenzioso del lavoro, ambito più oscuro di ogni altra opacità di Croce Rossa, dovremmo cominciare a pretendere che le spese legali riguardanti i provvedimenti disciplinari improvvidi siano attribuite a chi le ha causate e siano, in nome della trasparenza, evidenziate sui documenti contabili di ogni livello associativo.

Sono spese inutili, spesso maturate per desiderio di vendetta o timore di calo di popolarità da oscuri personaggi, insicuri ed immeritatamente su un trono che non sanno di non possedere. Il problema non è il razzismo ma la prepotenza di pochi che sta trasformando l’associazione di volontariato più grande d’Italia in un’azienda in perdita anche grazie alle spese legali, un’azienda anomala dove ai soci è nascosto ogni documento e impedita ogni richiesta di verità. E’ un azienda che ha lo stesso nome di un’altra gloriosa Istituzione e ne sta usando il marchio. Il razzismo è già fuori dalla Cri, da sempre, e chi vede razzisti ovunque dovrebbe cominciare a chiedersi se l’interpretare sempre l’uomo nero non cominci a fare male a tutti, specialmente a chi paga per le voglie altrui.

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