Croce Rossa: tutti Templari con i debiti degli altri.

Nel mare confuso ed agitato nel quale sta navigando a vista la non-associazione di volontariato più grande d’Italia non dobbiamo dimenticare di nominare uno degli scogli più aguzzi e pericolosi che possono affiorare a pelo d’acqua. Come non si può parlare di bilancio nella più grande azienda di volontariato che la storia italiana possa ricordare, in quella realtà che giuridicamente può essere definita come società irregolare dove con un paio di firme si è passati da no profit a smart profit?

Proprio in questi giorni si stanno svolgendo le assemblee dei Soci che devono approvare, senza una maggioranza particolarmente corposa, le scritture contabili o meglio il risultato di dette scritture alla fine dello scorso anno solare. Molti i Comitati in deficit, tantissimi quelli indebitati. Proprio a Roma si sta verificando una circostanza molto particolare. Una teoria dell’autosufficienza dei Comitati, autosufficienza economica, ha generato in capo al Comitato Area Metropolitana la consapevolezza di essere un hub per servizi che vengono contrattualizzati dal Comitato più grande e poi trasferiti in tutto o in parte ai Comitati sotto ordinati per l’esecuzione. Questi provvedono ad eseguire la convenzione ( termine elegante per indicare un subappalto) e fatturano la loro prestazione al Comitato dell’Area Metropolitana.

In questa maniera diventano creditori di somme che tendono ad accumularsi nel tempo e vengono, ormai troppo spesso, traslate di bilancio in bilancio fino a fare si che, per le controprestazioni di questi subappalti o per i rimborsi da raccolte di sangue, i debiti verso i Comitati della provincia romana siano talmente consistenti da diventare essi stessi una forma di finanziamento dell’attività del Comitato di Roma. Un finanziamento senza scadenza e che i Soci dei Comitati creditori farebbero bene a pretendere fosse finalizzato e reso esigibile già nei verbali di approvazione della loro contabilità. Ogni altra soluzione e procrastinazione potrebbe avere conseguenze nefaste.

A questo disguido contabile è appiccicato anche un corollario. Il Consiglio direttivo nazionale ha deliberato un atto di ricognizione ad aprile scorso nel quale ribadisce, come stabilito nel non-statuto ma, come logico in una non-associazione, mai applicato il Comitato dell’Area Metropolitana è titolare dello stesso status di un Comitato regionale. Per questo lo sottrae alla foza centripeta del Comitato del Lazio e gli assegna piena autonomia e giurisdizione su tutta la provincia romana. Già questo fenomeno è aberrante, come tanti altri in questa povera Croce Rossa. Un Comitato che ha all’interno la disponibilità territoriale di un municipio della Capitale e per questo fa corsi, gestisce servizi sul territorio e quant’altro possibile, viene messo non in competizione ma in posizione sovraordinata rispetto a tutti gli altri Comitati della Capitale e della provincia romana. Non si deve fare, è a tutti gli effetti concorrenza sleale, si viola ancora una volta di più il principio di Unità che prevede quale corollario come i Comitati che agiscono su un territorio debbano avere pari dignità e poteri.

C’è di più; assumendo i poteri del Comitato regionale, quello dell’Area Metropolitana potrà gestire il potere ispettivo e sanzionatorio, compreso il deferimento commissariale, proprio sui Comitati verso i quali è indebitato con una caduta di stile che se è propria di un certo tipo di governance attualmente in carica, ricorda meno vagamente possibile altre vicende come quella di Jacques de Molay, Gran Maestro dell’Ordine Templare, anche lui con la Croce Rossa sul petto e  messo al rogo da Filippo il Bello perché assieme ai suoi Cavalieri aveva osato chiedere indietro i propri denari, o così almeno si racconta.

Stiamo toccando il fondo, amici miei, e raschiando pure il barile. Le condotte immorali oggi vengono addirittura sancite nei verbali e come ho avuto modo di ricordare, quando si parla di soldi della Croce Rossa, pur se provenissero dal contributo statale, si tratta sempre di soldi dei Volontari, finalizzati allo svolgimento delle funzioni istituzionali. Per questo vi raccomando di tenere gli occhi aperti, nelle Assemblee, frequentare, accedere agli atti, chiederne ed ottenerne copia, discutere e avere tutti i chiarimenti del caso. La Croce Rossa ha una funzione nobile all’interno della Società italiana e se come è vero sia stata abolita la nobiltà in forza di Costituzione facciamo in maniera che almeno qui da noi, scomparsi i Baroni, lascino le loro poltrone anche i più semplici bari.

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