Croce Rossa: Corpo Militare, nessun futuro senza memoria /6

Gli impieghi del Corpo Militare Volontario, o meglio del proprio personale, si stanno riducendo drasticamente per qualità ed efficacia. Il colpo subito dalla mobilità forzata del personale in servizio continuativo è stato molto duro. Era prevedibile, certo, già almeno quattro anni prima ma nessun tipo di affiancamento è stato svolto, a nessun livello. Il passaggio da una struttura permanente con innesti di volontariato qualificato a quello di struttura ibrida circondata da volontariato puro non ha avuto ammortizzatori.

Parlo di struttura ibrida in quanto è chiaro ormai, come già ho detto, che la presenza di personale dipendente di un’associazione di diritto privato è assolutamente stridente con le funzioni e lo status di militare che se pur attenuato è comunque caratteristico degli appartenenti al Corpo Militare Volontario. In effetti è paradossale come sia passata sulla testa di tutti una Legge dello Stato e che questa Legge all’articolo 5 abbia dettato un forte stravolgimento della condizione dei militari volontari della Croce Rossa ma di fatto tutto sia immutato. Molti militari transitati per effetto di quella Legge in altre amministrazioni dello Stato vorrebbero tornare a fare quello per cui sono stati arruolati, addestrati, impiegati e decorati. Un’occasione potrebbe essere quella delle attività a favore delle persone migranti. Essendo questi soggetti già transitati nella Pubblica Amministrazione il costo del personale per la ricostituzione dell’Ente dello Stato denominato Croce Rossa Italiana, quindi anche del Corpo Militare CRI, sarebbe praticamente nullo.

I “centri chiusi”, teorizzati nell’ultima riunione della Comunità Europea per la gestione dei migranti, potrebbero essere gestiti dal personale dei Corpi Ausiliari alle Forze Armate della Cri, così come già successo al CARA di Castelnuovo di Porto. Quell’esperienza fu talmente forte e significativa che poi ha disegnato lo standard operativo per tutte le gestioni di centri di accoglienza per migranti. Non possiamo dimenticare che la Croce Rossa Italiana è la custode nazionale del Diritto Internazionale Umanitario che vigila anche sui dispositivi di protezione internazionale, quindi ha anche il dovere oggettivo di porgere aiuto a chiunque, anche a queste persone oggi tanto disprezzate.

Molti militari vorrebbero tornare a fare quello per cui sono stati arruolati, addestrati, impiegati e decorati

Le professionalità ottenute in trenta e più anni di esperienza nel settore delle emergenze, attualmente sono perse negli uffici di vari Ministeri. Questo bagaglio culturale e professionale potrebbe rappresentare un valido supporto a quel braccio operativo che la Protezione Civile Nazionale ha perso anni fa e sarebbe un’altra forma di impiego del personale attualmente allocato in altri siti.

Queste stesse professionalità potrebbero essere messe a disposizione del mondo delle associazioni di volontariato per il tramite di corsi tenuti da personale docente qualificato in vari settori. E’ semplice ricordare che la Croce Rossa Americana vive di questi corsi e che qualsiasi operatore su strada dello Stato (Polizia, Vigili del Fuoco ecc.) deve avere effettuato un corso di primo soccorso prima di poter svolgere il proprio lavoro. Ma non solo la Croce Rossa Americana è impiegata in questo modo, lo sono anche le consorelle di tutto il Mondo. Soltanto in Italia si tenta di privatizzare un’Idea patrimonio dell’Umanità e ci si scontra ogni giorno con l’evidenza pubblica di due terzi delle Componenti dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Fino a quando esisteranno Componenti pubbliche non si riuscirà mai a trasformare un’Idea in un marchio aziendale.

Da questa ragione nascono tutti i conflitti tra le Componenti della Croce Rossa Italiana.

 

– continua –

 

Leggi le altre puntate dell’inchiesta:

Corpo Militare, nessun futuro senza memoria/5

Corpo Militare, nessun futuro senza memoria /4

Corpo Militare, nessun futuro senza memoria /3

Corpo Militare, nessun futuro senza memoria /2

Corpo Militare, nessun futuro senza memoria /1

 

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