Croce Rossa: due pesi o forse tre

Credo ci sia gente che sta facendo una fatica insospettata, credo debba essere difficile mostrarsi ligi ai regolamenti e poi fare come si vuole in pubblico, bisogna applicarsi e soprattutto sudare freddo perché bisogna dimostrarsi diversi. Certo, tutti sono capaci a predicare bene in pubblico e poi, chiusa la porta di casa, a sbracarsi e fare esattamente il contrario. Invece in questa nuova ma già vecchia Croce Rossa c’è chi ha la possibilità di dire come ebbe a dire il Marchese Onofrio del Grillo e cioè “io so’ io, a voi vi radio tutti”. Sono forse troppi e tutti molto affaticati e stanchi.

Una delle più grandi passioni che sviluppano i quadri della più grande associazione di volontariato d’Italia è quella per le uniformi e le loro insane modifiche. Naturalmente l’argomento mi da la possibilita’ di cominciare per l’ennesima volta a ragionare su quel provvedimento tanto inutile quanto illegittimo che ha mutilato l’uniforme delle Crocerossine dei distintivi di grado al solo scopo di creare confusione e scollamento tra la base ed i vertici al punto che, come tutti gli eccessi di potere, il provvedimento è applicato, sanzionato o disapplicato “ad capocchiam” o meglio secondo gli umori delle gonadi del Presidente di turno. Come ogni dimostrazione di forza è un provvedimento che non ha alcuna utilità, ne’ morale ne’ pratica e quindi è in grado di generare un consenso drogato o un’avversione naturale, senza se e senza ma.

bisognerebbe che un organismo terzo possa analizzare comportamenti e condotte di questa nuova Croce Rossa

In tanti Comitati ancora circolano volontari con la vecchia uniforme blu, usata per due ragioni: la mettono i nuovi adepti in attesa che il fornitore gli consegni le uniformi a loro spettanti o la indossano i vecchi Volontari quando l’uniforme di capitolato è stesa ad asciugare. Poi durante un servizio ho notato che il collega al mio fianco aveva un’uniforme blu assolutamente immacolata e non consumata. Ho scoperto allora – non so se ci avete fatto caso ma per ragioni genetiche non riesco a farmi i fatti miei e per capacità professionale so far parlare la gente – che si era rifornito in un mercato parallelo che alimenta tutti i “vecchi” Volontari che vogliono dimostrare a quelli nuovi di essere lì da più tempo di loro. E lo fanno, naturalmente, senza che nessuno dica loro nulla, in barba a tutta la mole di regolamenti che ruota intorno alla Cri.

Che dire poi delle uniformi relative ai Volontari che operano nei Soccorsi Speciali, ormai indossata da chiunque solo per dimostrare di essere un qualcosa in più ma senza averne titolo. Oppure delle magliette, dei giacconi e delle salopette da Pionieri indossate anche dopo che la Componente è stata assorbita nel più grande genus dei Volontari. La foto a corredo di questo pezzo è l’esempio lampante di applicazione discrezionale dei regolamenti e delle relative sanzioni proprio fatta da chi fa spallucce dei propri peccati, salvo affogarli nello spritz, ma sta sempre con il rosario in mano pronto a giudicare dei peccati degli altri. Quindi tutto questo panegirico sta a significare che ai Volontari è tutto concesso mentre alle Crocerossine no? Bisognerebbe indagare, bisognerebbe che un organismo terzo possa analizzare comportamenti e condotte per verificare se effettivamente in un’Associazione che si definisce umanitaria l’umanità sia scivolata all’ultimo posto e che i Valori siano stati sostituiti dagli Interessi, e tra questi stia prevalendo quello di discriminare e stigmatizzare le Componenti con natura pubblica, ultimo baluardo alla completa aziendalizzazione di un’Idea.

Due pesi e sue misure, questo potrebbe essere il motto dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia, questo potrebbe essere il mezzo di pochi per arrivare in maniera assolutamente antidemocratica a controllare e gestire molti senza averne titoli e meriti. Solo un’inchiesta di un organismo indipendente o di un Ente terzo può salvare l’integrità di un’Associazione che merita un altro tipo di considerazione ed un altro tipo di destino.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Rispondi