Croce Rossa: niente merito, bastano loro.

In fondo chi sta seguendo questa mia inchiesta giornalistica sulle tante opacita’ diffuse nell’Associazione di volontariato più grande d’Italia una risposta al fermento che precede sempre ogni cambio di vertice e’ ormai in grado di darsela da solo. La pressione che si sta facendo riguardo la prossima sostituzione del Capo delle Crocerossine e’ ormai insostenibile e non travolge i contendenti veri od apparenti ma colpisce direttamente i Volontari.

Perche’ pero’ in periodi di mutazioni nell’organico l’aria deve essere così densa? Il principio e’ semplice e coinvolge la pessima gestione dell’Associazione operata da chi si ritiene padrone di qualcosa senza averla acquistata ed il resto del mondo. Il cambio di un vertice fa paura soprattutto a chi attraverso la conoscenza diretta con il vertice medesimo ha assunto una piccola o grande rendita di posizione, questo e’ il fatto.

in Croce Rossa ci sono più cordate che sul Cervino, le Istituzioni devono essere preservate dagli interessi personali

Vi ho fin troppe volte ricordato una cosa che per molti di voi e’ assolutamente ovvia. Gli incarichi troppo spesso se non sempre vengono attribuiti, a tutti i livelli, non per competenza o per anzianità di servizio, non per meriti o capacità dimostrate ma per rendere omaggio ad un rapporto sottostante che non voglio indagare ma semplicemente denunciare. Ecco allora che in Croce Rossa ci sono più cordate che sul Cervino, tutti si apprestano ad omaggiare ed assentire un vertice per avere un ritorno immediato. Non funziona così o meglio così non dovrebbe funzionare. La patologia è ambivalente. Da una parte si crea una governance di perfetti incompetenti, con soggetti che si agitano tantissimo o si defilano dietro il primo palcoscenico ma darebbero la vita pur di conservare la “pecetta”. Dall’altra chiunque è “arrivato” si considera depositario di una verità assoluta e di un potere trascendente e si atteggia a sovrano assoluto utilizzando lo scarso potere a disposizione per piccoli e grandi abusi, pubblicizzati con enfasi proprio a marcare il territorio come fanno i cagnolini con la pipì.

Chi ha paura che il proprio vertice di riferimento possa essere sostituito ha paura di perdere quell’isola, quella specie di Cayenna dove può esercitare ogni angheria possibile, come ad esempio quella di negare la formazione a chi gli sta sul pezzo, e continuare a farlo con il beneplacito del suo Capo e Signore, che si comporta nella stessa maniera perché imita il Capo e Signore che gli sta immediatamente sopra e così via, verso l’alto della piramide.

Non dovrebbe essere così, proprio il rispetto dei Principi, unito alla cultura dei Valori, dovrebbe spingere tutta l’Associazione alla ricerca del merito, della competenza, della veloce sostituibilità dei vertici in funzione dell’interesse dell’Istituzione. Invece si scatenano guerre contro le persone, dimenticando che queste passano, entrano ed escono sempre dalla stessa porta mentre le Istituzioni devono essere preservate dagli interessi personali e quando queste Persone sono simboli ogni attacco personale è un attacco verso l’indipendenza e la memoria stessa dell’Associazione. Piccole guerre scatenate da piccole persone con piccoli scopi ma grandi interessi mascherati dietro file e file di ignari Volontari. E’ sempre più urgente che un organismo terzo possa verificare le condizioni di legalità e democrazia all’interno dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia.

Perche’ la Croce Rossa non sarà mai proprietà di pochi, perche’ la Croce Rossa è un’altra cosa.

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