Perchè si

Parlare senza sapere, proporre senza crederci è fare un danno alla propria Città; stiamo facendo le spese di chi amava l’avventura, adesso basta.

Il pericolo non è scampato, il dissesto non è stato dichiarato nel consiglio comunale di ieri ma lo sarà, senza altre scuse, in quello di dopodomani. Il problema esiste, è reale, e si tratta di un problema di natura economica e grave. Si è anche accennato ad un dibattito che formalmente doveva essere svolto per ragioni formali assieme alla votazione e che invece si è consumato e spento come un fiammifero troppo corto, trasformando la cerimonia di giovedi in una semplice benedizione del feretro senza gli onori di una vera cerimonia funebre.

La minoranza tenta di trasformare un’operazione che ha carattere prettamente tecnico in una decisione di contenuto politico, prende tempo su temi noti e già ampiamente verificati ma non propone soluzioni cantierabili. Certamente l’onere di trovare soluzioni e di assumersene la responsabilità è di chi governa, ed in fondo chi governa oggi a Santa Marinella ha già scelto. Il compito della minoranza è di verificare l’opportunità e la legittimità di tali scelte, non certo quello di sindacare sulla temperatura dell’acqua mentre la nave sta affondando. Il piano su cui si è invece inteso scendere ieri è quello specificamente politico, dove chi fa politica cerca di tirare quella barca che sta affondando nel suo porto senza raccontare che proprio dal suo porto è partita.

Le soluzioni si contrastano con altre soluzioni, magari di segno opposto. Il problema è trovare soldi, tanti milioni, e farlo subito. Quella sarebbe una soluzione.

Il resto è politichese della peggior specie. Il dissesto invece è una soluzione tecnica, la strada, tragica, per poter far ripartire una Città. Una ripartenza fatta non solo di risparmi, ad esempio sui conferimenti di immondizia, ma anche di sostegno alle fasce deboli della popolazione, di aggregazione giovanile, di recupero delle iniziative commerciali, di trasformazione di interi assetti imprenditoriali in funzione di un nuovo sviluppo, di semplificazione della macchina amministrativa, di opportunità e di potenzialità, insomma.

E poi sarebbe il caso di sfruttare la soluzione tecnica per tentare di capire, scoprire questo cadavere per l’ultimo esame sulle cause di un decesso che nessuno veramente ha voluto, per identificare chi abbia le mani porche di sangue senza fargliele lavare in un predissesto che ha il sapore di una presa per i fondelli. Sentire parlare i candidati sindaco che non sono arrivati al ballottaggio di “tentare il predissesto” fa sorridere ed ispira tenerezza. Ma fa anche pensare come chi non abbia la responsabilità di evitare di impegnare la Città ed i suoi cittadini in percorsi più simili ad avventure non debba perdere tempo ad evocare facili e demagogiche fantasie ma debba impegnarsi a fare fino in fondo il suo dovere di controllo e quindi abbia il dovere di conoscere bene gli atti e le norme, senza andare a naso.

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2 commenti

  1. La tabella allegata alla relazione di dissesto ha 4 voci negative su 10 … la legge definisce un comune strutturalmente deficitario se tale tabella esprime piu’ di 5 voci negative su 10. Oggettivamente, quindi, la via del predissesto e’ fattibile. Che poi sia difficile e pericolosa per l’attuale maggioranza, beh!: non ho fatto io la campagna elettorale scrivendo ovunque #losofare

    • La tabella allegata alla relazione sul dissesto non è il documento ufficiale. Di situazione strutturalmente deficitaria parla il Commissario straordinario, il responsabile finanziario e l’organo di revisione. Ma capisco anche che a chi ha perso le elezioni faccia comodo far cadere nella trappola del dissesto chiunque latro pur di tornare presto a votare. Comprendo il tifo ma è un’altra cosa rispetto all’interesse pubblico.

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