Croce Rossa: anche al Senato vogliono capire

In molti si stanno accorgendo della trasformazione dell’associazione di volontariato più grande d’Italia in qualcosa di meno nobile.

 

La senatrice Paola Binetti

 

 

Che non siamo i soli a dire certe cose l’ho sempre detto. A questo coro si unisce da ieri anche la senatrice Paola Binetti che assieme alla collega Maria Rizzotti ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute Giulia Grillo ed a quello dell’Economia e Finanze. La senatrice Binetti fa un cappello pieno di giusti  elogi all’Associazione di volontariato più grande d’Italia ma dopo qualche riga arriva al cuore del problema.

il processo di trasformazione dell’ente, tuttavia, sembra muoversi secondo binari diversi” si legge nell’interrogazione che trovate integrale a questo link “ e un profondo malessere, documentato anche sulla stampa popolare, si è impadronito delle persone che a titolo volontario collaborano con l’ente stesso, anche perché nel tempo si è proceduto alla sostituzione dei volontari con altre figure professionali, secondo un modello in cui non si ravvisano facilmente criteri di trasparenza, mentre è evidente il processo di allontanamento di persone disponibili a collaborare a titolo gratuito; ovviamente tutto ciò avviene con un considerevole aumento dei costi, che coinvolge anche il patrimonio dell’ente; in altri termini, il processo di aziendalizzazione a cui è attualmente sottoposta la CRI sta modificando le sue caratteristiche fondazionali, riducendole agli obiettivi di un qualunque ente pubblico con finalità socio-assistenziali, che conti su di un personale rigorosamente assunto e adeguatamente retribuito. Il cambio di indirizzo della nuova CRI risponde in modo discutibile all’ispirazione iniziale, centrata sul volontariato, ma mette seriamente in dubbio anche la gestione di un patrimonio che nel tempo si era accumulato attraverso donazioni volontarie fatte ad un ente che si muoveva sulla base di iniziative di volontariato”.

 

I temi quindi sono gli stessi che abbiamo sottolineato noi, aziendalizzazione di un’Idea, sostituzione dei Volontari veri con dipendenti, opacità nella gestione, masse critiche sempre più ingenti, deviazione degli scopi originari del patrimonio sociale.

 

“Si chiede di sapere” conclude l’innterrogazione “come i Ministri in indirizzo intendano procedere per salvaguardare anche sotto il profilo etico-istituzionale la struttura di una realtà, nata in Italia oltre 150 anni fa e che ha fatto scuola nel mondo intero; se non intendano porre in essere azioni concrete volte a verificare che i criteri di gestione organizzativa e amministrativa rispondano alla necessaria trasparenza, dovuta per le finalità dell’ente e in rispetto del suo stesso patrimonio di valori e di beni anche materiali”.

 

Un atto parlamentare, quindi, che sembra scritto dalle migliaia di Volontari che ormai si sono resi conto di essere soltanto mozzi in una barca che non è più la loro e di essere costretti a remare al ritmo del tamburo mentre chi si riempie la bocca di belle parole fa lo sci nautico in giro per il mondo. Adesso, per una regione di equità e di rispetto pedissequo dei Principi, mi attendo che il rancoroso autocrate che si è fatto Re di un mondo che non gli appartiene scateni il plotoncino dei suoi troll nell’ennesimo linciaggio mediatico contro, stavolta, il Governo e due o tre Ministri.

 

Altrimenti è chiaro che la guerra che ha montato contro di noi, naturalmente sulle spalle e con i soldi dell’Associazione, serve a lui ed ai suoi sodali solo a difendere le poltrone, i privilegi e gli interessi che hanno saputo tanto bene coltivare.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

2 commenti

  1. In urgenza/emergenza il volontariato non ha ragione di estistere

    • Ora però non scateniamoci chi a tutti e qualunque costo vuol dire la sua .Solo se si dovessero pagare tutti coloro che fanno volontariamente e gratuitamente servizi, non so dove andremmo a parare con i costi. Fare il volontario in CRI è impegnativo e richiede tempo per la formazione. Partecipiamo dunque al dibattito con serietà e rispetto per tutti.

Rispondi