Sacchi e Cosacchi

L’estate 2018 sarà ricordata per l’epica battaglia dei sacchi neri. L’amministrazione comunale ha cambiato il sistema di conferimento del verde urbano, da qualche settimana deve essere portato e versato negli scarrabili e non viene più ritirato a domicilio. La pessima informazione riguardo il cambiamento ha scatenato qualcuno che per semplice avversione politica ha iniziato a sparare a zero contro la nuova modalità e come al solito si tenta di far passare una questione tecnica che riguarda pochi cittadini per un problema strutturale che coinvolge invece tutta la Città senza comprendere che l’onere di comunicazione di ogni variazione sulle modalità di conferimento e raccolta spetta alla ditta appaltatrice, come recita il contratto, proprio la Gesam che invece non ha comunicato proprio nulla ed ora gira a vuoto facendo spallucce.

Cominciano le attività di guerriglia con sacchi e sacchetti contenenti potature e sfalci abbandonati ai quattro venti non prima di averli fotografati e postati sui social. Una grande fatica, anche perché nessuno di questi guerriglieri vuole farsi beccare col sacchetto davanti il cancello di casa e quindi è iniziata anche la caccia al cancello della casa disabitata dove ammucchiare i nostri rifiuti confidando sulla benevolenza di qualche inconsapevole morto di sonno.

Come al solito, dicevo, si tenta di trasformare quello che potrebbe essere un problema per pochi nel disagio di molti, continuando sul filone dell’irresponsabilità che ha sacramentato gli ultimi dieci anni nella Perla.

Non tutti i cittadini infatti hanno giardini, Santa Marinella è una Città sviluppata in verticale, dove gli appartamenti sono più numerosi delle villette o delle case isolate ma tutto fa pretesto. La stessa veemenza sarebbe stata invece ben salutata se avesse fiancheggiato tutte le attività di ricognizione attivate intorno ai conti comunali, la discesa verso il dissesto, rapidissima, e le sue conseguenze sia per l’Ente che nelle tasche dei cittadini. Invece dei sacchetti agli angoli delle strade mi sarei aspettato cumuli di fascine per preparare i roghi di ferragosto in passeggiata, appostamenti sotto casa dei responsabili del buco, dibattiti pubblici e video con le colonne sonore alla Dario Argento, abbiamo maestri in questo tra i nostri ragazzi. E invece nulla, abbiamo fatto pippa.

Santa Marinella è una Città normalizzata, è una Città conforme. Ci hanno portato via una scuola elementare e abbiamo fatto pippa, ci hanno detto che la scuola chiudeva perché era a rischio di crollo, qualcuno lo sapeva da un anno e non ha detto nulla e abbiamo fatto pippa. Hanno costruito, usato e subito chiuso una piscina costruita, evidentemente male, con i nostri soldi e abbiamo fatto pippa e potrei andare avanti a lungo su quello squalido e garrulo filone. Bisogna decidere da che parte stare e farlo in fretta. Le giustificazioni ascoltate in Consiglio Comunale non reggono; c’era chi tentava di sfruttare l’onda lunga di dieci anni di sballo e chiedeva ancora tempo per esaminare i conti. C’era chi voleva convincerci che dissesto e predissesto sono due strade ugualmente percorribili senza ammettere che il predissesto non esiste: il premercoledì si chiama martedì e su tutti gli atti, che so quanto sia faticoso leggere, c’è scritto che il riequilibrio contabile ( questa è la traduzione in italiano del termine vulcaniano “predissesto”) è stato più volte tentato ma non riesce a definirsi perche manca solo, e solamente, qualche milione di euro all’appello.

Magari se provassimo ad aprire qualcuno di quei sacchi neri che qualcuno, combattente della sua nuova resistenza, sta lasciando in giro potremmo trovarci i milioni che mancano a chiudere il bilancio, in banconote di piccolo taglio e con i numeri non in sequenza, grazie. Andiamo a cercare, dai.

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