Croce Rossa: troppo distratti per gestire

Il degrado nel quale sta cadendo questa non associazione è sotto gli occhi di tutti. Non basta accusare il mio sito, non basta denunciare me, anche la stampa “quella seria” si comincia ad interessare di vicende che definire opache o torbide è assolutamente banale. Così da ieri gira sui social la storia di Cri Trentino con un episodio di sbadataggine amministrativa che lascerà dietro di se una pesante e lunga scia.

Per riassumere l’articolo che leggete comunque a questo link, si tratta della massima esaltazione della confusione che è regnata sempre intorno al patrimonio immobiliare della Croce Rossa Italiana con un Centro Polifunzionale appena finito di realizzare a Levico Terme con una spesa di quattro milioni di euro, due dei quali finanziati dalla Provincia di Trento. Una situazione estremamente paradossale, un contrasto tra Enti che dovrebbero perseguire gli stessi interessi ed un fiume di denaro pubblico a finanziare lavori, peraltro definiti mal fatti e ancora non terminati.

Nessuno racconta però che oltre alla cassa della Provincia di Trento, alimentata dalle imposte di tutti gli italiani, ed alle finanze della non associazione di volontariato più grande d’Italia, anche questa alimentata con i denari delle imposte dei cittadini, c’è qualcun’altro che ha subito un repentino depauperamento, la Comunità trentina. Infatti le attività che dovevano essere svolte nel centro di Levico erano di tipo culturale ed assistenziale. Si doveva creare cioè la scuola nazionale di formazione sui Principi ed i Valori che quindi a mente della privatizzazione e della liquidazione dei beni dello storico Ente Cri si dovrà realizzare in altro luogo, in altra maniera e con altri denari. Si doveva inoltre costituire un centro per l’assistenza agli indigenti della Provincia, un importante hub per dare risposte a chi cerca risposte e che la Croce Rossa non sarà in grado di dare per una questione di soldi e patrimonio.

 

Come sempre, come vado raccontando da tempo, si sostituiscono i Principi ed i Valori con gli Interessi, e non si può più ignorare questo fenomeno che sta erodendo un’Idea.

 

Tutti si indignano per lo spreco di soldi, tutti si indignano per il depauperamento del patrimonio, si chiedono teste da far rotolare ma naturalmente nessuno spiega che le lettere che sono andate in giro per mesi non hanno ottenuto risposte chiare. Qualcuno pagherà, sicuramente, quattro milioni di euro non possono essere buttati così. Però qualcosa andrà spiegata anche a quei signori che il complesso immobiliare di Levico lo vollero donare, per scopi assistenziali, ad un’Istituzione meritoria, che faceva del bene, che magari aveva salvato la vita o confortato in punto di morte un suo congiunto al fronte. Cosa racconteremo a questi Signori, come spiegheremo la fine che abbiamo fatto fare al loro patrimonio? E’ possibile, insomma,  utilizzare una donazione modale per ripianare debiti causati da stipendi e spese? E’ giusto? E’ morale? E’ conforme ai Principi?

Stiamo sempre e solo a parlare di soldi, a contare soldi, a difendere ognuno il proprio contrattino, la solita pecetta, la poltrona o lo strapuntino. Dell’umanità, dell’indipendenza, del volontariato, dei bisognosi, degli sfigati, degli esclusi non interessa nulla più a nessuno. Illudi menti insulta isola distruggi infanga deridi. Questi i nuovissimi sette principi e questa appena raccontata è la conseguenza del nuovo corso, troppo occupato a seguire i propri istinti tanto da distrarsi continuamente e strusciare le fiancate della nuova auto che i Volontari hanno messo in mano ad una governance che non li vuole nemmeno più caricare a bordo.

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